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L'ennesimo grave episodio

Zaia minacciato, video sotto casa con la colonna sonora de Il Padrino e scritte sui muri

Il Govrnatore è finito nel mirino di violenti detrattori appartenenti alle galassie dei no-vax e dei negazionisti.

Zaia minacciato, video sotto casa con la colonna sonora de Il Padrino e scritte sui muri
Glocal news 23 Dicembre 2020 ore 14:11

Attacchi frontali alla massima carica istituzionale regionale, il Governatore del Veneto Luca Zaia, che dopo i video girati sotto casa sua e accompagnati dalla colonna sonora del film "Il Padrino", deve fare i conti con minacce scritte sui muri nel bellunese. Una situzuazione di massima tensione e allerta che ha portato le Forze dell'ordine a rafforzare le misure di sicurezza nei suoi confronti.

Zaia minacciato

Non era il solito Luca Zaia quello che è apparso, ieri martedì  22 dicembre 2020, davanti alle telecamere nei consueti bollettini regionali Covid dei giorni scorsi. Il volto era chiaramente teso, la voce era bassa, e non c'è stato tempo per battute di spirito. Un comportamente con tutta probabilità legato alle minacce subite, agli insulti, alle scritte sui  dicembre muri in cui si augura la sua morte e al video girato sotto casa sua al quale è stata associata la colonna sonora del film Il Padrino.

Episodi gravissimi, che ormai proseguono da mesi, e che, occorre dirlo, hanno unito nella solidarietà espressa tutti i principali esponenti di tutte le compagini politiche, da destra a sinistra. Dalle lettere minatorie ricevute nelle scorse settimane, alle recenti incursioni divulgate sui social in cui si è mostrato anche dove abita il Governatore della Regione. Per arrivare alle scritte apparse a Cesiomaggiore, in provincia di Belluno. Insomma, non solo la gestione della pandemia, ora Luca Zaia ssi vede costretto a portare avanti anche una dura battaglia contro i suoi più violenti detrattori.

C'è anche chi firma con nome e cognome il proprio dissenso, come Riccardo Zanini di Lotta Studentesca Veneto, che ha voluto esprimere le propirie critiche  con una campagna di attacchinaggio di volantini e un messaggio.

"Siamo stufi di essere presi per il c... da chi si permette di trattare noi studenti veneti come un padrino fa con i suoi figliocci - ha scritto in una nota condivisa con gli organi di stampa - Sappia il “doge” Zaia che esistono ancora giovani veneti che non accettano diktat sociali imposti dai camerieri di turno della politica; giovani che non accettano limitazioni alla loro LIBERTÀ; giovani che disobbediscono e disobbediranno; giovani studenti che vogliono riprendersi il proprio futuro!".

Al di là delle rivendicazioni studentesche, però, quello che preoccupa maggiormente anche le Forze dell'ordine è sicuramente la composizione "socio-culturale" dei detrattori che hanno messo nel mirino il Governatore. Persone, legate alle galassie dei no vax, dei negazionisti e degli indipendentisti, sui cui ora  si stanno concentrando le indagini.

I video di martedì e mercoledì

Nello specifico sono stati due gli episodi più preoccupanti. Il primo risale a martedì e si tratta del post di un "complottista" che si è fatto riprendere mentre citofona all'abitazione del Governatore. L'uomo, in quattro minuti e mezzo di "discorso" (quanto riferito non può essere catalogato come qualcosa di sensato), procede con tesi tra l'assurdo e il diffamatorio, arrivando a definire il vaccino inutile, e il Governatore come un "traditore della Patria". E si conclude con l'invito agli imprenditori in crisi a non suicidarsi, ma a recarsi a casa dei politici per chiedere soluzioni.

Il giorno successivo, poi, mercoledì, è arrivato un altro video. E qui si arriva all'assurdo. Vengono inquadrati tutti i riferimenti geografici che conducono alla casa del Governatore, e mentre in sottofondo si percepisce la colonna sonora del film "Il padrino", si invita a "portare un caloroso saluto al pastore Luca Zaia". Gesti inaccettabili, ovviamente, che non hanno nulla a che fare con la democrazia che prevede, lo ricordiamo, anche l'espressione di dissenso politico. Essere contrari a una determinata scelta amministrativa è legittimo, ma non è mai tollerabile alcuna forma di violenza anche se verbale o "strisciante", "allusiva".