Lago di Como

Bellano, il suo Orrido, Vitali e...

Un’esperienza indimenticabile tra realtà e fantasia, tra bellezze e leggende che si rincorrono.

Bellano, il suo Orrido, Vitali e...
07 Luglio 2020 ore 13:52

Un viaggio tra realtà e fantasia, tra bellezze e leggende che si rincorrono. La visita di Bellano è tutto questo e ancora di più. La realtà e la bellezza di un luogo unico come l’Orrido, scavato tra gole profonde e misteriose dal fiume Pioverna, e le leggende che gli girano intorno insieme alla fantasia di cui è ricca questa località grazie a uno scrittore come Andrea Vitali che qui vive e che, proprio grazie a Bellano e ai suoi abitanti, dà vita ai suoi fantastici personaggi.
Ma andiamo con ordine.

Una gola naturale che lascia a bocca aperta

L’Orrido di Bellano vale un viaggio. Soprattutto ora che si sta ampliando e sarà reso più agibile con spettacoli unici e fino a ieri non accessibili.
Dall’11 luglio si torna a visitarlo e, probabilmente da agosto, si potranno percorrere anche nuove passerelle sospese che proprio in questi giorni stanno montando. Quello che il poeta bellanese Sigismondo Boldoni definì un “Orrore di un’orrenda orrendezza” è un viaggio tra cascate, pozze, gole, ponti e improbabili passerelle che lasciano davvero stupiti i visitatori di questa gola naturale formatasi 15 milioni di anni fa. Già all’entrata si entra nel mistero perché si incontra subito una torre esagonale alta quattro piani, chiamata “Cà del Diavol” (Casa del Diavolo), risalente a parecchi secoli fa. Il nome non sembra lasciar adito a dubbi: infatti, leggenda vuole che al suo interno si svolgessero non meglio identificati riti satanici. Insomma, tanto basta per rendere ancor più suggestivo questo luogo affascinante.
Addentriamoci allora in questo percorso adatto a tutti, grandi e piccini. Si passa su suggestive passerelle ancorate alla parete rocciosa, davanti a cascate mozzafiato, sopra ponticelli che guardano su grandi marmitte con le acque dai colori sempre diversi in base alla presenza o meno della luce del sole, in mezzo al silenzio interrotto solo dal rumore, a volte sarebbe meglio dire dalla “musica”, generato dall’acqua del Pioverna che scorre impetuoso tra le rocce. Un percorso che toglie il fiato per la sua bellezza e imprevedibilità.

Alla scoperta di Bellano

Chiesa di Santa Marta-Bellano

Ma Bellano merita una visita anche per altro. Quando si esce dall’Orrido, ci si trova dietro la chiesa dei santi Nazaro e Celso, riconosciuta come monumento nazionale, a cui si consiglia di dare uno sguardo alla facciata che presenta decorazioni marmoree a fasce bianche e nere, un pregevole rosone di grandi dimensioni e un’edicola gotica impreziosita da una statua di Sant’Ambrogio.
Poi non si può non dare un’occhiata anche alla chiesa di santa Marta che dà sulla stessa piazza. Al suo interno, nella cappella del Santo Sepolcro, vi è un prezioso Compianto sul Cristo morto, un gruppo di nove statue a grandezza naturale in legno dipinte che mette in scena la deposizione di Gesù Cristo dalla croce e vede rappresentati vari personaggi: Gesù sorretto da Maria e altre donne, Maria Maddalena inginocchiata ai suoi piedi, san Giovanni in piedi a sinistra e Giuseppe d’Arimatea in piedi a destra. L’opera, grazie al sostegno economico della Fondazione Comunitaria del Lecchese, è stata recentemente restaurata ed è tornata al suo massimo splendore. Sbrigatevi, però, a visitarla, perché nel prossimo mese di ottobre partirà alla volta del Louvre di Parigi dove farà bella mostra di sé nella rassegna “Il corpo e l’anima, da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del Rinascimento”.

Sulle tracce di… Andrea Vitali

“I Luoghi sono Reali” – Serata con Andrea Vitali

Ma se siete a Bellano è quasi d’obbligo aggirarsi tra deliziosi cortili e le strette viuzze ricche di suggestioni della parte più storica del paese, spesso con scorci sul lago che lasciano senza fiato e quasi obbligano a fermarsi e a fare una foto.
Magari, per chi conosce lo scrittore Andrea Vitali e i suoi libri tutti ambientati tra le vie di Bellano, potrebbe essere anche una piacevole occasione per andare alla scoperta delle abitazioni di qualcuno dei suoi personaggi: come la casa della signorina Tecla Manzi dell’omonimo romanzo che gli fece vincere il Premio Dessì, o quella del prevosto, con la onnipresente perpetua, che nei suoi racconti non mancano quasi mai. Pensando poi a quante volte l’immancabile maresciallo Maccadò avrà percorso quelle strade, soprattutto passando a fianco del vecchio cotonificio Cantoni, anche lui onnipresente nelle storie di Vitali.
Per aiutare i turisti a riconoscere i luoghi dei romanzi, grazie a un contributo di Regione Lombardia è stata creata una una vera e propria guida turistica con relativa specifica app “I luoghi sono reali”, che coinvolge anche i vicini territori di Vendrogno, Parlasco e Taceno, che propone tre diversi itinerari con foto, video e audio dello stesso Vitali che dà specifiche indicazioni su come muoversi e sul rapporto tra i luoghi visitati e i suoi romanzi.

Il paese degli artisti

Lo scrittore Andrea Vitali, ma non solo. Bellano ha deciso di fregiarsi di un brand impegnativo “Il paese degli artisti”, ma a ragion veduta e non per presunzione. Sulle sponde di questa zona del Lario, infatti, sono nati e cresciuti personaggi famosi.
Oltre al romanziere, tra i viventi vanno senz’altro citati l’attrice Maria Amelia Monti, il fotografo Carlo Borlenghi (sue sono le immagini di questa pagina) famoso per i suoi libri dedicati al mare e alle regate, Roberto Gianola, considerato uno dei più giovani e interessanti direttori d’orchestra della nuova generazione che ha debuttato a soli 34 anni nella prestigiosa Carnegie Hall di New York, e l’artista Velasco Vitali, pittore e scultore molto apprezzato da quel genio di Giovanni Testori che lo volle, nei primi anni Ottanta, appena 24enne, alla mostra “Artisti e Scrittori” presso la Rotonda della Besana di Milano. E poi suo padre, il maestro Giancarlo Vitali, morto solo un paio di anni fa, un pittore che, come scriveva Vittorio Sgarbi, «corteggia la materia e in essa si immerge con euforia, esaltazione, ebbrezza anche nel soggetto più macabro, rivitalizzando i modelli di Chain Soutine e di Willy Varlin». E andando indietro nel tempo citiamo almeno Luciano Lombardi, giornalista pubblicista e poeta, Tommaso Grossi, scrittore e poeta amico di Carlo Porta e di Alessandro Manzoni, l’archeologo Bartolomeo Nogara che fu direttore dei musei vaticani e Antonio Balbiani, scrittore e giornalista, le cui pagine di “Como e il suo lago (Guida del viaggiatore)” brillano ancora oggi per la precisa e acuta promozione turistica di tutto il territorio del Lario e anche di Bellano.

Passeggiate vista lago

Sentiero del Viandante, nei pressi di Biosio

Bellano vuol dire chiaramente Lago di Como, le sue spiagge, gli sport d’acqua… Ma, soprattutto dopo la fusione con Vendrogno, anche tante possibilità per gli amanti delle passeggiate e del trekking. Da Vendrogno sono molteplici gli itinerari che scendono verso la Valsassina, passando per la storica località di Comasira e che salgono, attraversando le piccole e suggestive frazioni di Inesio, Mosnico, Noceno, Sanico e Mornico, Lornico e Busè, fino agli alpeggi di Tedoldo, Camaggiore e Chiaro, alla sommità del Monte Muggio.
Ma senza salire così in alto, vale la pena percorrere un pezzo del Sentiero del Viandante che passa vicino anche all’Orrido di Bellano. Si tratta di un’antica mulattiera, segnalata da cartelli indicatori arancioni, risalente al periodo romano, che percorre la costiera orientale del Lago di Como, lungo le prime pendici dei monti. Il sentiero comincia ad Abbadia Lariana presso la chiesetta di S. Martino e prosegue verso Morbegno. Bellano, quindi, si trova praticamente al centro del percorso e si può scegliere se percorrerne un tratto verso Varenna, oppure dirigersi a nord, verso Dervio. In entrambe le direzioni troverete dei panorami sul lago impareggiabili: vi segnaliamo, per chi va a nord, il bel terrazzo panoramico che si incontra presso il santuario di Lezzeno.

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