Il monito

Autonomia Veneto, Zaia avverte Conte: "Pronti a tornare in mimetica"

Le parole del premier sulla "revisione del Titolo V" non sono piaciute al Governatore, che promette battaglia contro qualsiasi tentazione centralista.

Autonomia Veneto, Zaia avverte Conte: "Pronti a tornare in mimetica"
25 Gennaio 2021 ore 11:42

Le parole in Senato del premier Conte sulla necessità di una “revisione del Titolo V” hanno riacceso la polemica sull’autonomia in Veneto e Zaia ha avvertito: “Non arretriamo”.

Autonomia Veneto, Zaia avverte Conte

Revisione del Titolo V in Costituzione? “Certo, ma in senso autonomista e non centralista! Altrimenti siamo pronti a tornare in mimetica“.

Parole e musica del Governatore del Veneto, Luca Zaia, che in una recente intervista ha così “contrattaccato” all’intervento al Senato della scorsa settimana del premier Giuseppe Conte, che aveva invece sottolineato come “l’esperienza della pandemia imponga anche un’attenta riflessione sulla revisione del Titolo V della Parte II della Costituzione”, ovvero sul rapporto tra Stato e Regioni.

“Meditiamo insieme sul riparto delle competenze legislative di Stato e Regioni, come pure all’individuazione di meccanismi e istituti che consentano di coordinare più efficacemente il rapporto tra i diversi livelli di governo”.

In sostanza, e soprattutto in barba al referendum svoltosi proprio in Veneto di cui sono ben noti gli esiti, l’autonomia ve la potete scordare.

Anzi, nei pensieri del Governo potrebbe esserci addirittura una stretta centralista, che andrebbe così a “calpestare” in modo ancor più palese il voto espresso dai veneti nell’ottobre del 2017, ormai più di tre anni fa.

Zaia non ci sta: “Pronti a tornare in mimetica”

Una sortita che non poteva certo lasciare indifferente Zaia, che proprio in occasione della sua riconferma “bulgara” alla guida della Regione aveva battuto forte sul tasto dell’autonomia. Una questione di coerenza e credibilità, visto il mandato “pesante” ricevuto dai veneti. Di qui la replica:

“Certo, ha ragione Conte, il Titolo V va rivisto, ma nel senso che vanno tolte tutte le competenze allo Stato e date alle Regioni che così potranno avere la loro autonomia. Basta ricordare del resto che i Paesi che funzionano, come Germania e Stati Uniti, hanno scelto di dare le competenze ai territori. Quel passaggio di Conte, di cui mi dispiaccio, ha dimostrato zero rispetto soprattutto per gli oltre due milioni di veneti che hanno votato l’autonomia, che non può essere liquidata così”.

E non è tutto:

“Per quanto pacifisti, siamo pronti a tornare in mimetica per avere l’autonomia. Sia chiaro che su questo tema non intendiamo arretrare”.

La replica del deputato veneto Zardini

Le parole del Governatore hanno subito suscitato, in primis tra i suoi oppositori, perplessità attirando qualche critica per i toni. Se n’è fatto portavoce in particolare il deputato veneto (veronese) del Pd, Diego Zardini:

“Dopo l’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio, ogni riferimento alla militarizzazione della politica è da irresponsabili».

Il componente della Commissione parlamentare per le questioni regionali, ha così stigmatizzato la dichiarazione del presidente della regione sull’autonomia in cui si dice appunto pronto a ‘mettersi la mimetica’.

“Se il Veneto fatica a far valere le proprie ragioni a livello nazionale è per questo atteggiamento continuamente minaccioso e rancoroso. Zaia con le sue lagne continue cerca di far dimenticare le proprie responsabilità e la propria inconsistenza politica”, continua Zardini.

E ancora:

“Il processo dell’autonomia differenziata e responsabile”, ricorda il deputato, “si è bloccato per cause di forza maggiore, cioè per la pandemia. L’emergenza sanitaria da quasi un anno è la priorità delle priorità e fra l’altro ha comportato una crisi economica senza precedenti. La visita in Veneto della Commissione parlamentare sulle questioni regionali era programmata a febbraio 2020 e non si è potuta tenere per i motivi noti a tutti, probabilmente anche a Zaia”.

Non appena il paese potrà tornare alla normalità, conclude Zardini, “riprenderemo il percorso per garantire al Veneto e alle altre Regioni che lo hanno chiesto, le forme di autonomia previste dalla Costituzione che prevedono maggiori oneri e maggiori responsabilità per i decisori locali con l’obiettivo di rendere più rapida ed efficace l’erogazione dei servizi sul territorio”.

“Lo faremo con il bagaglio della politica che discute e si confronta, quindi suggerisco al presidente della Regione di tenere la mimetica per carnevale e, sempre che lo conosca, adottare un linguaggio più consono all’istituzione che temporaneamente rappresenta”.

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