Interventi eccezionali

Durante l’operazione al cervello c’è chi suona, chi disegna e… chi prepara le olive all’ascolana

Team multidisciplinari operano facendo "distrarre" il paziente, chiamato a svolgere attività per lui rilassanti.

06 Agosto 2020 ore 15:30

Si moltiplicano le imprese di awake surgery, ovvero quelle operazioni neurochirurgiche effettuate con il paziente sveglio. Ciò è possibile perché il cervello umano non contiene recettori del dolore, i cosiddetti nocicettori, che invece sono diffusamente presenti in pelle, muscoli e articolazioni. Team multidisciplinari di specialisti operano il più misterioso degli organi umani facendo “distrarre” il paziente, chiamato a svolgere attività per lui rilassanti. Tale modalità di intervento consente un recupero molto più veloce e abbatte il rischio di complicanze. Via libera dunque a concerti, disegni, ma anche imprese culinarie in sala operatoria…del resto ognuno ha il suo modo per rilassarsi.

A Cremona si dipinge sotto i ferri

Al Maggiore di Cremona è già stato effettuato il primo intervento di chirurgia da sveglio, dopo l’emergenza Covid -19. Il signora Osvaldo, un sessantenne a cui è stato asportato un tumore cerebrale con questa tecnica, ha rivelato ai medici durante i colloqui preparatori la sua passione per il disegno. 

“Durante l’intervento, per verificare che le funzioni del linguaggio e del movimento rimanessero integre, abbiamo scelto insieme di fare la prova del disegno. Mentre io operavo lui disegnava. Vedevo le nostre mani allineate e impegnate contemporaneamente su fronti diversi. E’ un’immagine che non scorderò facilmente. Il risultato è un bellissimo paesaggio con un grande albero che – per l’Ospedale di Cremona – rappresenta il simbolo della rinascita”.

ha spiegato Antonio Fioravanti (Direttore dell’UO di Neurochirurgia dell’Ospedale di Cremona). L’operazione è andata molto bene:

 “Sono arrivato in reparto con il mio inseparabile album e i colori. Il disegno e la pittura sono la mia passione, conservare questa abilità è molto importante per me. Disegnare in sala operatoria, durante l’intervento è stato surreale, ma rilassante. Mi ha aiutato a distogliere il pensiero da quello che stava accadendo e a concentrarmi sulla natura. Per questo ho scelto di disegnare un paesaggio: mi ha fatto stare bene, e con l’immaginazione, per un po’ di minuti, sono uscito dall’ospedale”.

Ha raccontato il signor Osvaldo.

Olive all’ascolana in sala operatoria

Una 60enne abruzzese, invece, ha raccontato ai medici la sua passione per la cucina. Detto fatto! Mentre veniva sottoposta a un delicato intervento al cervello per rimuovere un tumore nell’area deputata al controllo ed organizzazione del linguaggio e dei movimenti complessi della parte destra del corpo, nell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona, la signora ha preparato una novantina di olive ascolane. La donna è stata monitorata durante le due ore e mezza di intervento dal team multidisciplinare che, vedendola impegnata nella azioni quotidiane, ha potuto confermare il buon funzionamento dell’organo.

Assolo di chitarra a Torino

Un’operazione analoga è stata eseguita anche alle Molinette di Torino su un giovane musicista di professione, monitorandone la creatività mediante il suono di strumenti musicali in sala operatoria. Alan Brunetta, polistrumentista, ha suonato la chitarra durante l’intervento. Il 35enne era portatore di una neoformazione a livello del lobo temporale ed insulare destro. L’intervento richiedeva di preservare, con la massima probabilità possibile, le sue abilità creative e di improvvisazione musicale, cardine fondante della sua vita privata e lavorativa. Anche per lui è andato tutto bene, il team di medici ha apprezzato la colonna sonora dal vivo.

 

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