Le Regioni al Governo

"Impianti sciistici aperti per ospiti di alberghi e proprietari seconde case"

In vista delle festività natalizie.

"Impianti sciistici aperti per ospiti di alberghi e proprietari seconde case"
30 Novembre 2020 ore 15:57

Impianti sciistici sotto i riflettori: le regioni alpine hanno scritto al Governo per proporre un’apertura graduale, per non congelare il giro d’affari che ruota intorno al settore.

La proposta delle regioni alpine al Governo

L’argomento in tutto il Veneto tiene banco ormai da settimane: quando si potranno rendere di nuovo operativi gli impianti sciistici? Una domanda che da giorni sia i sindaci dei comuni interessati, sia gli assessori regionali, che il Governatore Luca Zaia, di concerto, hanno posto al Governo, chiedendo, non troppo velatamente, di prendere in considerazione nel prossimo Dpcm, la possibilità – in totale sicurezza – di riaprire le piste. In che modo? Questo è il nodo ancora da sciogliere. Il mondo degli impianti, occorre rilevare, è un settore che in tutto l’arco alpino muove indotti notevoli e rischia, in questo regime di chiusura per contenere i contagi Covid, di perdere tra il 30 e il 70 per cento.

Prima di tuto viene la salute – ha chiarito il Governatore Zaia – Non prendiamo decisioni con la calcolatrice. Però in questo quadro il Governo ci deve spiegare i principi fondativi, i pilastri del prossimo Dpcm. Sulla base di questi poi verranno a cascata le ricadute. Il problema è l’assembramento? Allora non si possono chiudere gli impianti e lasciare aperte altre realtà. Io devo anche spiegare ai cittadini perché si può fare l’happy hour in piazza e non si può andare a sciare“.

In questo contesto, proprio mentre il Governatore Zaia era impegnato nel consueto punto stampa per dare un quadro della situzione Covid in Veneto, è giunta la proposta delle Regioni Alpine, inoltrata al Governo. Un’idea per salvare l’economie di quelle aree geografiche fortemente influenzate dal compartimento sciistico: “Impianti aperti agli ospiti degli alberghi e ai cittadini che si trovino nelle seconde case“.

Le Regioni del Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Bolzano e di Trento – si legge nella nota – hanno presentato al Governo una proposta di mediazione per evitare un completo tracollo del settore turistico invernale, che prevede, in sintesi, la possibilità di aprire gli impianti di risalita in occasione delle prossime festività natalizie per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case.

Un inverno diverso dal solito

Delle vacanze di Natale diverse, con la possibilità di sciare solo per chi pernotta almeno una notte nelle diverse destinazioni o per chi possiede o affitta una seconda casa nelle zone sciistiche: è la proposta degli Assessori delle Regioni alpine per evitare gli assembramenti nelle località turistiche.

Concedere lo skipass a chi ha pernottato in una struttura ricettiva e a chi possiede o prende in affitto una seconda casa consente di controllare al meglio l’afflusso all’impianto sciistico. Il pendolarismo può infatti essere un problema in certe giornate“.

La soluzione proposta al Governo Conte permette di avviare la stagione invernale con gradualità, in questo modo si potranno applicare i protocolli di sicurezza approvati lunedì scorso per metterli alla prova.

“Se consentiamo l’acquisto degli skipass solo a chi ha pernottato in una struttura ricettiva o in una seconda casa saremo in grado di sapere con precisione il numero degli avventori per ogni giorno e in questo modo potremo gestire al meglio l’afflusso e il deflusso agli impianti di risalita. Si tratta di una soluzione ragionevole, da adattare alle esigenze di ciascun territorio. Il Governo ci ascolti, consenta l’apertura degli impianti di risalita con questo criterio e permetta la mobilità regionale”.

Permettere la mobilità regionale durante le festività è infatti un requisito necessario per il settore.

“Se il Comitato Tecnico Scientifico e il Governo intendono vietarla per evitare feste e momenti di aggregazione, consentano perlomeno la mobilità tra Regioni per chi ha prenotato in una struttura ricettiva almeno una notte”.

La proposta degli Assessori delle Regioni alpine di aprire gli impianti per chi soggiorna nelle località turistiche arriva dopo la constatazione della differenza di vedute tra gli Stati delle Alpi, con la Svizzera fuori dall’Unione Europea già aperta e l’Austria in procinto di aprire gli impianti.

“La nostra proposta” – rimarcano le Regioni – «non è legata agli aspetti ludici dello sci e dello svago della “settimana bianca” ma, al contrario, deriva da un’attenzione particolare al mondo del lavoro e all’occupazione che l’industria dello sci genera sui nostri territori montani. Trovare un compromesso con il Governo di Roma per scongiurare una chiusura totale delle località turistiche invernali è d’obbligo, ne va della sopravvivenza della montagna, dei suoi lavoratori e del suo indotto di 20 miliardi”.

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