Esperto di informatica

Nascosto dietro un profilo fake esultava per la morte di Willy: inchiodato uno studente

Si connetteva ai social network attraverso provider esteri, addirittura utilizzando tecniche di anonimizzazione.

19 Settembre 2020 ore 08:50

Non gli è bastato essere uno studente universitario esperto di informatica: alla fine la Polizia Postale l’ha inchiodato alle sue responsabilità. Dietro al profilo fake di tale “Manlio Germano”, un 23enne di Treviso ha esultato su Facebook per la morte di Willy Monteiro Duarte, vittima delle quattro bestie di Colleferro.

Il vergognoso post. Ironia della sorte, a sembrare primati sono semmai i protagonisti delle foto

Esultava per la morte di Willy: inchiodato

Da Prima Treviso

Aveva “postato” il suo odio e la sua intolleranza razziale arrivando a definire “eroi” gli assassini per “aver ucciso una persona di colore”, definendolo “scimpanzé” . Usando lo pseudonimo dell sottosegretario interpretato da Claudio Amendola nel film “Caterina va in città” del regista Virzì, il giovane si connetteva ai social network attraverso provider esteri, addirittura utilizzando tecniche di anonimizzazione in grado di mascherare le tracce informatiche della navigazione, convinto che sarebbe stato impossibile rintracciarlo.

Willy Monteiro

Si nascondeva dietro un profilo fake

Alla fine di un’attenta e meticolosa indagine, espletata attraverso le più moderne tecniche di analisi informatica e di ricostruzione del traffico telematico, resa ulteriormente complessa dalle connessioni sui provider esteri, la Polizia Postale di Roma e Latina con la collaborazione dei colleghi specialisti di Firenze, è riuscita comunque a risalire all’autore dello spregevole post, a rintracciarlo presso un albergo del capoluogo toscano ed a deferirlo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina che coordina le complesse indagini informatiche.

Percepivano il reddito di cittadinanza

E in questa squallida vicenda a sollevare ulteriore indignazione nelle ultime ore è il fatto che le famiglie dei quattro indagati percepivano tutte il reddito di cittadinanza. Alla faccia di moto, orologi e vacanze in barca ostentati, tanto che ora la Guardia di Finanza di Colleferro (Roma) chiede il sequestro di beni delle famiglie.

ACCENDI L’AUDIO E GUARDA IL VIDEOSERVIZIO:


Top news
Turismo 2020
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità