La protesta delle associazioni

Caccia ai leprotti, scoppia la polemica: "Revochino subito l'autorizzazione"

L'evento, in programma l'8 e 9 marzo 2025, interesserà un vasto territorio della provincia di Treviso coinvolgendo ben 24 comuni

Caccia ai leprotti, scoppia la polemica: "Revochino subito l'autorizzazione"
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Cresce l’ondata di proteste contro la Regione Veneto per l’autorizzazione alla gara cinofila di inseguimento alla lepre, in programma l’8 e 9 marzo 2025 in 24 comuni della provincia di Treviso.

Caccia ai leprotti, scoppia la polemica: "Revochino subito l'autorizzazione"

Dopo la diffida inviata dalla LAV e l’interrogazione urgente presentata dal consigliere regionale Andrea Zanoni (Europa Verde), si uniscono al coro di opposizioni anche la Lega Nazionale per la Protezione del Cane – Animal Protection, la Rete dei Santuari di Animali Liberi e il WWF Italia, esprimendo forte preoccupazione per l’impatto sugli animali selvatici.

L'evento interesserà un vasto territorio della provincia di Treviso coinvolgendo ben 24 comuni: Spresiano, Maserada sul Piave, Breda di Piave, Carbonera, San Biagio di Callalta, S. Fior, Mareno di Piave, Vazzola, Fontanelle, Ormelle, Cimadolmo, Codognè, Godega di S. Urbano, Orsago, Cordignano, Gaiarine, Portobuffolè, Mansuè, Gorgo al Monticano, Motta di Livenza, Cessalto, Ponte di Piave, Oderzo e Chiarano.

Le associazioni chiedono alla Regione di revocare immediatamente il provvedimento, ritenendo che questa gara possa causare gravissime conseguenze per i leprotti appena nati e le madri in fase di allattamento, oltre a violare le normative sulla tutela della fauna selvatica. In caso contrario, si riservano di presentare un ricorso al Tar per verificare la legittimità dell’autorizzazione.

Sul fronte politico, il consigliere di Europa Verdi Andrea Zanoni ha ribadito la sua contrarietà, denunciando il mancato rispetto dei tempi di legge per le opposizioni dei proprietari dei terreni coinvolti.

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Andrea Zanoni

"L’autorizzazione è stata rilasciata senza che i proprietari potessero esercitare il loro diritto di opposizione, dato che in molti comuni il termine di 30 giorni per presentare ricorso scade durante o addirittura dopo la manifestazione stessa", ha dichiarato Zanoni. "È una situazione inaccettabile, che mette a rischio cuccioli indifesi e madri gravide per il puro divertimento di pochi".

Anche la LAV ha espresso indignazione, con il responsabile dell’Area Animali Selvatici Massimo Vitturi che ha definito la gara "assurda e crudele", chiedendo al presidente Luca Zaia di revocare immediatamente l’autorizzazione.

"Abbiamo inviato una diffida urgente al Presidente Zaia perché annulli queste prove assurde e crudeli che servono solo a causare ancora strazio e morte tra gli animali per colpa dei cacciatori anche a stagione di caccia chiusa – dichiara Massimo Vitturi, responsabile Area Animali Selvatici LAV– inoltre questa attività comporta a nostro avviso anche un danno erariale per il quale chiederemo conto a coloro che hanno firmato l’autorizzazione".

"Restiamo in attesa della risposta della Regione Veneto, se non riceveremo alcun segnale che garantisca l’annullamento delle prove nel giro di pochi giorni, provvederemo a denunciare per far pagare di tasca propria i responsabili, come già accaduto in Provincia di Bolzano, dove per l’autorizzazione illegittima all’uccisione di animali selvatici appartenenti a diverse specie, il Presidente e il dirigente dell’ufficio caccia hanno dovuto mettere mano ai loro portafogli per pagare un danno erariale che ammontava a quasi un milione di euro – conclude Vitturi".

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