Le indagini

Morte di Alex Marangon, a un anno e mezzo dai fatti: cinque indagati e nuove verifiche sulle responsabilità

Ci sono ancora molti dubbi sul rituale del Putumayo che ha portato al decesso il barista 25enne

Morte di Alex Marangon, a un anno e mezzo dai fatti: cinque indagati e nuove verifiche sulle responsabilità

A distanza di più di un anno e mezzo dalla morte di Alex Marangon non è ancora chiara la dinamiche dei fatti, ma tra gli indagati risultano cinque persone: i due curanderos, la proprietaria dell’abbazia di Vidor e i due organizzatori del rito sciamanico.

La morte di Alex Marangon

È passato parecchio tempo da quel 2 luglio 2024, quando fu ritrovato il corpo senza vita del 25enne nel letto del Piave. Tuttavia, fin da subito ci sono stati molti dubbi sulle dinamiche di quello che attualmente può essere ancora considerato un incidente, ma che potrebbe diventare un omicidio colposo.

Infatti, anche secondo la prima autopsia, il medico legale aveva affermato che c’erano dei lividi e dei segni che sarebbero stati compatibili con un’aggressione, ma non sono mai stati trovati altri indizi che indicassero una particolare violenza nei confronti del barista.

Per questo motivo, anche i Carabinieri sembrano essere convinti che sia stato il mix letale di cocaina e ayahuasca a causargli un attacco psicotropo che è finito con Alex che si butta giù dalla terrazza dell’Abbazia di Santa Bona.

Il belvedere dell’Abbazia di Santa Bona (clicca per navigare nella mappa)

Cinque indagati

Nonostante, secondo le indagini, la morte di Alex Marangon non sia stata causata direttamente da qualcuno, e quindi con una spinta, le Autorità stanno analizzando i fatti per capire di chi fosse la responsabilità.

Manifestazione per Alex Marangon
Alex e il padre Luca

In particolare, i curanderos, Jhonny Benavides e Sebastian Castill0, hanno detto che non sapevano che il 25enne avesse assunto cocaina e che, durante il rito del Putumayo, non avrebbero dato ai partecipanti dell’ayahuasca.

Jhonny Benavides e Sebastian Castill0

Tra gli indagati c’è anche la proprietaria dell’Abbazia di Santa Bona, Alexandra Diana Da Sacco, moglie del conte Giulio Da Sacco. Di fatto, potrebbe rischiare una condanna per “agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti”, visto che ha concesso il permesso affinché il rito si svolgesse nella sua proprietà, o, addirittura, di omicidio colposo o morte come conseguenza di altro delitto.

Andrea Zuin

Inoltre, le responsabilità potrebbero ricadere sugli organizzatori, Andrea Zuin e Tatiana Marchetto. Per di più, potrebbero avere maggiori problemi se si scoprisse che hanno fatto consumare l’ayahuasca durante la Festa del Sol. Perciò, le Autorità analizzeranno i capelli che i partecipanti hanno consegnato volontariamente nell’agosto del 2024, ma ci vorranno circa sessanta giorni prima di avere una risposta effettiva.

Tatiana Marchetto e Andrea Zuin