Nella notte tra lunedì 2 e martedì 3 febbraio 2026, intorno all’1,28, alcuni soggetti incappucciati hanno tentato un assalto esplosivo al Postamat dell’ufficio postale di Chiarano in via Don Giovanni Zanardo 18. Il colpo dei banditi, però, è fallito a causa del tempestivo intervento dei Carabinieri della Tenenza di Oderzo. I malviventi sono stati costretti a fuggire a bordo di un’autovettura.
Dall’allerta all’intervento
A mandare all’aria i piani della banda è stata l’efficiente comunicazione tra SR Milano e autorità, con la prima che è stata allertata dal sistema di video-analisi “colibrì”, installato sullo sportello ATM, il quale ha rilevato un inaspettato oscuramento delle telecamere.
La SR Milano ha preso subito in carico la segnalazione e, visionando le immagini delle telecamere remotizzate, ha notato i sospetti mentre cercavano di inserire un ordigno esplosivo, marmotta, dentro il Postamat. Immediatamente è stata attivata la sirena con sintesi vocale e contestualmente sono state allertate le Forze dell’Ordine, con richiesta di messa fuori servizio dell’ATM. I Carabinieri, giunti sul posto, hanno confermato la forzatura dell’erogatore delle banconote e la presenza di esplosivo all’interno.

“Ancora una volta l’impegno di Poste Italiane per garantire standard di sicurezza sempre più elevati, a tutela delle persone e dei beni aziendali, la dotazione di sistemi di sicurezza tecnologicamente evoluti e la stretta collaborazione con le Forze dell’ordine hanno consentito di contrastare efficacemente l’attacco predatorio” ha dichiarato Poste Italiane in una nota stampa.
Come funzionano i sistemi di sicurezza di Poste Italiane nel trevigiano
Gli investimenti dell’azienda, come riferito in un comunicato stampa diffuso da Poste Italiane, hanno consentito in provincia di Treviso di dotare tutti i 185 uffici postali di dispositivi a protezione del contante, tra i quali speciali casseforti ad apertura temporizzata, e di attivare 240 sportelli dotati di rollercash, particolari casseforti collegate alle postazioni operative i cui cassetti possono essere aperti solo alla conclusione di un’operazione.
Ulteriori sistemi antieffrazione sono stati introdotti a protezione degli ATM, come ad esempio la “ghigliottina” che, attraverso una paratia mobile, impedisce l’introduzione di esplosivo all’interno della cassaforte stessa. Si tratta di una struttura blindata che garantisce la protezione della feritoia interna attraverso cui passa il denaro per uscire dalla cassaforte dell’ATM. L’effetto deterrente generato da tali accorgimenti, ha contribuito notevolmente alla riduzione del numero di eventi criminosi negli ultimi anni.
Poste Italiane, inoltre, ha previsto per gli Uffici Postali di Treviso e Provincia l’introduzione di numerosi servizi di vigilanza armata e la presenza di impianti di videosorveglianza a circuito chiuso composti da oltre 136 telecamere che, oltre a monitorare possibili intrusioni notturne nei locali di Poste Italiane e contribuire al riconoscimento di eventuali rapinatori, consentono attraverso un sofisticato software di videoanalisi predittiva di riconoscere automaticamente comportamenti sospetti e potenziali attacchi agli ATM, facendo partire in tempo reale la richiesta di intervento alle Forze dell’ordine.