Monitoraggio aria

Inquinamento a Treviso, polveri sottili entro i limiti nel 2025: resta però l’allerta per il 2030

Il dossier Mal'Aria evidenzia un progresso per il capoluogo, sebbene servano ulteriori tagli alle emissioni per i parametri UE

Inquinamento a Treviso, polveri sottili entro i limiti nel 2025: resta però l’allerta per il 2030

Legambiente ha diffuso il 9 febbraio 2026 i dati del report “Mal’Aria di città”, evidenziando un miglioramento della situazione atmosferica in Veneto. Per la prima volta da oltre un ventennio, i valori registrati nella città di Treviso rientrano nei limiti di legge vigenti per quanto riguarda i superamenti giornalieri di polveri sottili PM10.

Nel corso del 2025, le centraline dell’agenzia regionale Arpav hanno rilevato nel comune una media annuale di 25 µg/mc per il PM10, 17 µg/mc per il PM2.5 e 23 µg/mc per il biossido di azoto (NO2). Nonostante il rispetto delle norme attuali, la qualità dell’aria non soddisfa ancora i futuri standard comunitari previsti per il 2030.

Risultati del monitoraggio ambientale nel 2025

Il 2025 è stato un anno positivo per il territorio trevigiano riguardo alle concentrazioni di PM10, che sono rimaste entro la soglia dei 35 giorni annui oltre i 50 microgrammi per metro cubo. I dati confermano una tendenza alla diminuzione dei valori medi in tutti i centri principali della regione, inclusa la Marca.

Tuttavia, i livelli attuali risultano ancora lontani da quelli necessari per garantire la salute della popolazione secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La stabilità degli inquinanti descrive una difficoltà dei territori di pianura nell’accelerare il passo verso un risanamento profondo dell’atmosfera.

La sfida degli standard europei per il 2030

Qualora entrassero in vigore oggi i nuovi parametri della Direttiva UE, il capoluogo risulterebbe fuori norma per diverse tipologie di particolato. Per conformarsi ai limiti fissati per il 2030, la città di Treviso deve ottenere una riduzione del 19% per il PM10, del 39% per il PM2.5 e del 14% per l’NO2 rispetto alle medie del 2025.

Il direttore generale di Legambiente, Giorgio Zampetti, ha sottolineato che i progressi sono ancora instabili e ha contestato la riduzione delle risorse nazionali destinate al bacino padano.

“I miglioramenti registrati nel 2025 sono tra i più positivi degli ultimi anni, ma restano fragili e non sostenuti da scelte coerenti”, ha dichiarato il dirigente.

Medie annuali 2025 (µg/mc) Riduzione delle concentrazioni necessaria per i limiti 2030 (%)
PM10 PM2.5 NO2 PM10 PM2.5 NO2
Belluno 19 13 17 -22
Padova 27 20 25 -25 -49 -18
Rovigo 27 21 20 -25 -53
Treviso 25 17 23 -19 -39 -14
Venezia 26 nc 26 -22 -23
Verona 29 17 22 -31 -42 -9
Vicenza 28 20 22 -28 -50 -11

Strategie per la riduzione strutturale delle emissioni

Per ottenere aria pulita nel lungo periodo, la pianificazione regionale dovrà recepire i nuovi obiettivi comunitari. Il presidente di Legambiente Veneto, Luigi Lazzaro, ha sollecitato investimenti costanti nella mobilità sostenibile, nel trasporto pubblico e nelle reti ciclabili.

Ulteriori azioni riguardano l’efficientamento del riscaldamento domestico tramite l’installazione di pompe di calore e una gestione controllata delle attività agricole intensive.

“È necessario proseguire con interventi strutturali nei diversi ambiti responsabili delle emissioni inquinanti”, ha concluso il rappresentante dell’associazione.