L’aggravamento del conflitto nel Golfo Persico ha coinvolto direttamente il contingente italiano schierato in Kuwait, tra cui circa 15 specialisti tra piloti e tecnici appartenenti al 51° Stormo di Istrana.
La base aerea di Ali Al Salem è stata colpita da un attacco missilistico che ha causato danni alle palazzine alloggi, alla pista di decollo e ad alcuni automezzi, costringendo i trecento militari italiani presenti a rifugiarsi nelle strutture protette.

Guerra: in Kuwait sotto le bombe i militari del 51° stormo di Treviso
Secondo quanto riferito da fonti militari in contatto con il personale sul campo, la situazione nell’area operativa rimane estremamente difficile. Gli ufficiali e i sottufficiali sono attualmente confinati nei bunker, dotati di scorte alimentari e idriche per l’autosufficienza.
Il pericolo maggiore è rappresentato dall’impiego di droni kamikaze, la cui presenza impedisce al momento un esame completo dei danni subiti dai velivoli Eurofighter, rendendo troppo rischioso ogni spostamento all’aperto.
Il Sindacato Unitario Lavoratori Militari (SIULM Aeronautica), attraverso comunicazioni dirette con il personale rischierato in Kuwait, ha confermato che diversi missili sono caduti all’interno del perimetro della base. L’organizzazione sindacale ha evidenziato come la prontezza delle procedure di sicurezza e la professionalità degli operatori abbiano permesso a tutto il personale di mettersi tempestivamente al riparo. Il SIULM ha inoltre rassicurato le famiglie dei militari, confermando che non si registrano feriti tra i connazionali e che la situazione viene costantemente monitorata per garantire la massima tutela dei lavoratori in questo contesto ostile.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato in sede parlamentare che i militari italiani stanno bene e sono in sicurezza. Anche a livello locale, il colonnello Fabio De Luca, comandante del 51° Stormo, ha fornito rassicurazioni dirette alla sindaca di Istrana, Maria Grazia Gasparini, circa l’incolumità dei propri uomini.
Nonostante la criticità dello scenario e il recente abbattimento di un caccia statunitense nelle vicinanze, il Governo non ha predisposto alcun piano di evacuazione, confermando la permanenza del contingente nella Task Force Air per l’operazione “Prima Parthica”.
La base di Istrana sito sensibile
L’escalation bellica ha avuto ripercussioni immediate anche sul territorio nazionale, portando alla classificazione della base di Istrana come sito sensibile.
In Prefettura a Treviso è stato istituito un tavolo tecnico per mappare i potenziali obiettivi a rischio, incrementando la vigilanza attorno all’aeroporto militare e ai principali snodi del trasporto pubblico. Il rafforzamento dei controlli mira a prevenire possibili minacce interne collegate al ruolo logistico e operativo svolto dalla base trevigiana nello scenario mediorientale.