Caccia ai complici

Rapina in casa a Pieve di Soligo, dentista e famiglia aggrediti da tre ladri armati di coltelli e pistola

Assalto notturno nell’abitazione di un odontoiatra: bottino di circa 15mila euro: arrestato un 20enne

Rapina in casa a Pieve di Soligo, dentista e famiglia aggrediti da tre ladri armati di coltelli e pistola

Una rapina in abitazione con aggressione è avvenuta nella serata di mercoledì 11 marzo 2026 a Pieve di Soligo. Intorno alle 21, almeno tre persone con il volto travisato hanno fatto irruzione in una villa di via Pederiva, nella zona del Patean.

Rapina in casa a Pieve di Soligo, dentista aggredito e derubato da tre ladri

Nel mirino dei ladri è finito Alessandro Bubola, odontoiatra di 59 anni residente nell’abitazione insieme alla famiglia. Durante l’azione erano presenti anche la moglie e due figli di 17 e 19 anni, che hanno assistito all’aggressione.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Vittorio Veneto e della stazione di Pieve di Soligo, i tre malviventi, armati di coltelli e con una pistola, avrebbero minacciato l’odontoiatra chiedendo di aprire la cassaforte. Tra il professionista e uno dei componenti del gruppo sarebbe scoppiata una colluttazione. Dopo l’aggressione è stato costretto a consegnare contanti e oggetti preziosi. Il bottino della rapina ammonta a circa 15mila euro.

Il dentista è stato trasportato all’ospedale di Conegliano per le cure.

Arrestato un 20enne poche ore dopo

Le indagini avviate subito dopo la chiamata al 112 hanno portato nella notte al fermo di un sospettato. Intorno alle 3.30 i carabinieri hanno intercettato un ventenne a Follina, in via San Giacomo, mentre era alla guida di un’auto.

Durante la perquisizione del veicolo i militari hanno trovato circa 14mila euro in contanti e un coltello da cucina di cui il giovane non ha saputo giustificare il possesso. Il sospettato presentava anche segni sul volto ritenuti compatibili con la colluttazione descritta dalla vittima.

Il ventenne, già noto alle forze di polizia, è stato arrestato con l’accusa di rapina aggravata in concorso con ignoti e trasferito nella casa circondariale di Treviso, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Con lui a bordo dell’auto era presente un secondo giovane, al momento ritenuto estraneo ai fatti.

Il racconto della vittima e della famiglia

Dopo il rientro a casa dall’ospedale, l’odontoiatra ha descritto quanto accaduto durante la rapina al TGR Veneto.

“È stata un’esperienza molto brutta ma per fortuna stiamo relativamente bene. Ho agito per istinto di sopravvivenza: erano tre persone armate, vestite di nero e molto aggressive. Abbiamo temuto per la nostra incolumità”.

Alessandro Bubola e la moglie

La coniuge, l’avvocata Rossella Tramet, ha aggiunto:

Non erano dei professionisti, erano dei balordi, probabilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, e hanno usato molta violenza. I nostri figli sono rimasti traumatizzati”.

La vicinanza del Presidente Stefani

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Veneto, Alberto Stefani, che in un comunicato stampa ha espresso la propria vicinanza alla famiglia Bubola:

“Il mio più sincero ringraziamento ai Carabinieri di Pieve e Vittorio Veneto per il tempestivo intervento e per l’esemplare attività investigativa che ha portato, in poche ore, all’arresto di uno dei presunti responsabili della violenta rapina avvenuta nella serata di ieri a Pieve di Soligo. Un’azione rapida e professionale che dimostra ancora una volta la grande capacità operativa e la presenza costante dell’Arma sul territorio, elementi fondamentali per garantire sicurezza e tutela ai cittadini”.

“A questo professionista e ai suoi cari, costretti a vivere momenti di grande paura nella propria abitazione, va la mia più sentita solidarietà e la vicinanza dell’intera comunità veneta – dichiara Stefani -. Episodi come questo colpiscono profondamente perché avvengono nel luogo che dovrebbe essere il più sicuro per ogni persona: la propria casa”.

“Dalle prime informazioni emerse, il 20enne arrestato risulterebbe già noto alle forze dell’ordine. E’ un elemento che non può lasciarci indifferenti. Confido che le indagini consentano di individuare al più presto anche gli altri complici coinvolti nella rapina”.

“Tutti noi, a partire dalle istituzioni – conclude Stefani –, continuiamo a sostenere con convinzione il lavoro delle forze dell’ordine e tutte le iniziative utili a rafforzare la sicurezza nei nostri territori, perché la tutela dei veneti e delle famiglie resta una priorità assoluta”.