Dopo lo sgombero del parcheggio multipiano Dal Negro, a pochi passi dal centro di Treviso, una ventina di migranti si è accampata sotto i portici vicino al municipio.
Con coperte e sacchi a pelo, gli stessi utilizzati nel parcheggio, hanno trascorso la notte all’aperto insieme a volontari, parroci e cittadini per denunciare una situazione di emergenza abitativa.
Notte di protesta
L’iniziativa ha voluto portare l’attenzione sulle condizioni di questi giovani stranieri, molti dei quali senza accesso ai centri di accoglienza.
Undici di loro, in particolare, si trovano in una sorta di limbo burocratico: non hanno ancora avviato la richiesta di accoglienza e quindi non possono essere inseriti nei Cas.
Appello dei parroci
A promuovere la mobilitazione è stato don Giovanni Kirschner, parroco di Santa Maria del Sile, che ha lanciato un appello alle istituzioni.
“Noi non chiediamo, offriamo. Per tutto l’inverno abbiamo dato accoglienza. Vogliamo collaborare per trovare soluzioni concrete”, ha dichiarato.
Tra le proposte, l’utilizzo dei posti disponibili nel dormitorio notturno di via Pasubio.
E aggiunge: “Se non fa effetto che degli stranieri dormano al freddo, spero lo faccia vedere degli italiani”.
La replica del sindaco
Dura la risposta del sindaco di Treviso, Mario Conte, che ha definito l’iniziativa “una provocazione che non ha nulla a che vedere con l’accoglienza”.
“Non li ho visti pulire il parcheggio né offrire alternative concrete come il Duomo o il seminario”, ha dichiarato, sottolineando che l’amministrazione sta già lavorando con Caritas e Comunità di Sant’Egidio.
Scontro sull’accoglienza
Il primo cittadino ha ribadito che il tema dell’accoglienza deve essere gestito a livello prefettizio e ha espresso contrarietà a un ampliamento dei posti disponibili.
“L’accoglienza va fermata, qui non c’è spazio”, ha affermato, evidenziando il rischio di un aumento incontrollato degli arrivi.
Intanto, i migranti e i volontari annunciano che la protesta continuerà finché non arriveranno risposte concrete.