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Il caso

Brexit, trevigiana torna dall'Inghilterra ed è costretta a rifare la patente

Il caso di una 23enne che con l’avvocato Fabio Capraro ha scritto al Ministero degli Esteri e dei Trasporti per sollecitare una risoluzione attraverso un accordo Bilaterale.

Brexit, trevigiana torna dall'Inghilterra ed è costretta a rifare la patente
Altro Treviso, 27 Maggio 2021 ore 07:59

Una trevigiana che dopo aver vissuto in Inghilterra ed essersi fatta lì la patente, ora tornata in Italia si trova con il documento che, a causa della Brexit, dovrà rifare.

Brexit, trevigiana torna dall'Inghilterra e deve rifare la patente

Tornare a casa dopo anni trascorsi all’estero non è mai facile, soprattutto se si è partiti per un paese come l’Inghilterra, che faceva parte dell’Unione Europea, e si è tornati quando questo ha scelto di uscirne definitivamente.

Dal 1° gennaio 2021, infatti, terminato il processo di transizione della Brexit, il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord è definitivamente fuori dalla EU con tutto ciò che ne consegue in termini politici, economici e pratici. E una delle difficoltà maggiori riscontrate da chi ha scelto di tornare in Italia è quella relativa alla validità della patente.

Perché se prima, in possesso di una patente conseguita in UK, una volta trasferiti si poteva facilmente convertire il certificato britannico in quello italiano, ora non è più possibile. Dal 1° gennaio, le patenti britanniche sono considerate extracomunitarie e secondo l’articolo 135 del Codice della Strada “i titolari di patente di guida rilasciata da uno Stato extra UE/SEE possono condurre sul territorio italiano veicoli alla cui guida la patente posseduta li abilita, a condizione che non siano residenti in Italia da oltre un anno”.

Si è dovuto rivolgere all'avvocato

Un grande problema per chi, pur essendo cittadino italiano, di rientro dal Regno Unico e dopo aver conseguito li la patente, torna in Italia: stando alle normative attuali che regolano i cittadini extracomunitari, il documento è valido solo per un anno.  Come nel caso di una ventitreenne trevigiana, da poco rientrata nel suo Paese dopo aver trascorso il periodo universitario a Londra. La trevigiana a breve dovrà dire addio al documento e rifare nuovamente l’esame per poter circolare liberamente con l’auto nel suo Paese.

La giovane donna si è, quindi, rivolta all’avvocato Fabio Capraro dello Studio Capraro per poter risolvere una situazione complicata non solo per lei, ma anche per migliaia tra studenti e lavoratori che, dopo aver vissuto oltremanica, hanno deciso di tornare a casa.

“Un grosso problema per i nostri giovani, un altro deterrente per non farli tornare” commenta il professionista. “Sono molti i nostri giovani che sono andati a vivere in Inghilterra e sempre lì hanno conseguito la patente. Ora che ritornano a casa si ritrovano ad essere considerati come degli extracomunitari. Ci auguriamo tanto che le normative nazionali possano essere quanto prima adeguate -almeno per quanto concerne le norme relative alla patente di guida- al resto dell'Europa.”

Le trattative bilaterali

E proprio perché questo accada l’avvocato Fabio Capraro si è messo al lavoro assolvendo al ruolo di portavoce per regolamentare la normativa. Ha interpellato subito la Motorizzazione Civile, descrivendo la situazione di disagio della sua assistita e chiedendo una soluzione per tutti i cittadini italiani che si troveranno presto senza patente, preoccupati anche di incorrere nelle sanzioni previste dalla legge.

Ad oggi sono in corso trattative bilaterali tra Italia e Regno Unito per poter ripristinare il reciproco riconoscimento delle patenti di guida, ai fini della conversione. La mossa successiva di Capraro è stata quella di relazionarsi direttamente con il Ministero degli Esteri Luigi Di Maio e con il Ministero dei Trasporti Enrico Giovannini, perché questo avvenga in modo definitivo e perché la giovane trevigiana e tutti gli altri “italiani in fuga” possano tornare senza difficoltà a casa, accolti nel modo migliore possibile.