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Aneurismi dell’aorta addominale, utilizzata una tecnica innovativa all'Ospedale di Conegliano

Si chiama EVAR (endo vascular aortic repair) ed è stata applicata già sei volte negli ultimi tre mesi

Aneurismi dell’aorta addominale, utilizzata una tecnica innovativa all'Ospedale di Conegliano
Attualità Conegliano e Valdobbiadene, 11 Maggio 2021 ore 16:48

Il polo angiografico del Santa Maria dei Battuti, inaugurato nell’autunno del 2019, è dotato delle più moderne tecnologie radiologiche per eseguire interventi vascolari con tecniche mininvasive e quindi da tempo vengono eseguite procedure sulle arterie degli arti inferiori e sulle carotidi.

Ricoveri brevissimi

Da febbraio 2021, nonostante le difficoltà legate alla pandemia, le équipe di chirurgia vascolare e radiologia interventistica dell’ospedale di Conegliano, guidate rispettivamente dal dr Massimo. Corato e dal dr. Gianluca. Piccoli, hanno eseguito sei innovativi trattamenti endovascolari degli aneurismi della aorta addominale (EVAR endo vascular aortic repair).

“L’innovativo trattamento di riparazione aortica EVAR - spiega Piccoli - permette di “sigillare” il tratto malato del vaso dall’interno mediante un’endoprotesi, senza dover intervenire chirurgicamente sull’addome del paziente, con l’utilizzo di particolari colle e spirali che rilasciate nella sacca dell’aneurisma prevengono la recidiva della stessa. Questa tecnica innovativa oltre ad essere poco invasiva consente una rapida ripresa del paziente che viene dimesso nell’arco di 3 giorni e può da subito riprendere una vita assolutamente normale”.

“L’intervento - illustra Corato - viene eseguito in una sala di radiologia interventistica che, oltre alle caratteristiche di una sala operatoria classica, possiede avanzate tecnologie che prevedono la fusione tra immagini TAC e raggi x, finalizzato al rilascio preciso della protesi nella sede desiderata senza danneggiare i rami collaterali della aorta”.

Potenziamento in vista

L’attività vascolare presso il polo ospedaliero di Conegliano è iniziata da poco più di un anno, grazie alla stretta collaborazione tra chirurghi vascolari e angioradiologi e ha consentito di eseguire trattamenti utilizzando sia le classiche tecniche chirurgiche che quelle interventistiche. Appena la pandemia lo consentirà, ci sarà un incremento del numero e della tipologia delle procedure che potranno essere eseguite.