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“Cani e gatti non sono un lusso”: la campagna LAV arriva nella Marca per il taglio dell’IVA al 5%

Le spese veterinarie e il cibo per gli animali da compagnia sono tassati come un bene di lusso, per questo sono stati organizzati degli appuntamenti in piazza a Castelfranco e Treviso

“Cani e gatti non sono un lusso”: la campagna LAV arriva nella Marca per il taglio dell’IVA al 5%

LAV, Lega Anti Vivisezione, ha organizzato diverse manifestazioni in tutta Italia, anche a Castelfranco Veneto e Treviso, per la campagna “Cani e gatti: cure e diritti, non privilegi” che chiede una riduzione dell’Iva sui prodotti per gli animali domestici.

La campagna LAV arriva nella Marca per il taglio dell’IVA al 5%

Infatti, nella giornata di oggi e domani, sabato 14 e domenica 15 marzo 2026, si terranno due manifestazioni nella Marca. Rispettivamente, saranno in piazza Giorgione di Castelfranco e piazza Indipendenza a Treviso. Questo weekend non sarà neanche l’unico appuntamento visto che sono stati programmati, reciprocamente, anche per il 21 e il 22 marzo.

Piazza Giorgione – clicca per navigare

 

L’obiettivo è quello di chiedere un’Iva giusta sul prezzo del cibo degli animali e le cure veterinarie, visto che il 40,5 % delle famiglie italiane ha almeno un animale domestico. Attualmente è fissata al 22%, come quando si acquista un bene di lusso.

Secondo Rapporto Italia Eurispes 2025, di fatto, per le difficoltà economiche il 23% delle persone hanno rinunciato ad adottare un nuovo animale, mentre il 10% è stato costretto a separarsi dal proprio.

Piazza Indipendenza – Clicca per navigare

L’obiettivo di queste manifestazioni è: ottenere un allineamento sul cibo per gli animali, abbassando l’iva dal 22% al 5%, al pari dell’alimentazione umana; azzerare le tasse sulle cure veterinarie; il rafforzamento e l’estensione di servizi veterinari sulla penisola.

Per supportare l’organizzazione, sarà anche possibile comprare le loro uova di Pasqua, al cioccolato fondente o alla bevanda di riso, oltre alle colombe vegane Lav.

“Garantire cure accessibili significa anche prevenire abbandoni”

Alessandra Ferrari, Responsabile Area Animali Familiari LAV, ha voluto sottolineare:

“La convivenza con cani e gatti non può essere considerata un privilegio per chi se lo può permettere. Oggi le famiglie sono penalizzate da una fiscalità ingiusta che tratta cibo e cure veterinarie come beni di lusso. Chiediamo un fisco più equo e politiche strutturali di veterinaria sociale che garantiscano il diritto alla cura per tutti gli animali, indipendentemente dalle condizioni economiche delle persone con cui vivono.

Garantire cure accessibili significa anche prevenire abbandoni, ridurre i costi sociali legati al randagismo e rafforzare un modello di convivenza fondato su rispetto, responsabilità e benessere condiviso, in linea con l’approccio One Health, che riconosce il legame tra salute animale, salute umana e salute dell’ambiente. È una scelta di giustizia sociale e di responsabilità collettiva”.

Per capire che effetto possa avere una riduzione del genere, nella giornata di martedì 17 marzo 2026 sarà presentato uno studio che analizzerà gli effetti economici.

Anche Ilaria Innocenti, Responsabile Ufficio Rapporti Istituzionali di LAV, ha affermato:

“Un ulteriore aspetto critico riguarda le detrazioni Irpef per le spese veterinarie, che restano fortemente penalizzanti e sono riconosciute in misura unica, indipendentemente dal numero di animali detenuti dal contribuente. Il rimborso massimo ottenibile è di circa 80 euro, a fronte di costi crescenti per cure e farmaci.

Governo e Parlamento devono farsi carico di questo problema allineando l’IVA su alimenti per animali e cure veterinarie a quella prevista per l’alimentazione e le prestazioni mediche umane e innalzando la quota di detrazione delle spese veterinarie. Le cure veterinarie sono a tutti gli effetti prestazioni di pubblica utilità: la prevenzione e la cura di patologie come ad esempio la leishmaniosi, un’antropo-zoonosi trasmissibile in determinate condizioni anche all’uomo, dimostrano il loro rilevante impatto sulla salute pubblica.

A sostegno di tali misure si sono espressi anche i medici veterinari, le associazioni di categoria, le imprese del settore e le associazioni dei consumatori, evidenziando come l’attuale livello impositivo rappresenti un ostacolo economico per molte famiglie e non rispecchi il carattere essenziale, e non voluttuario, di questi beni e servizi. In Italia è urgente avviare l’iter e approvare le proposte di legge, presentate da parlamentari di maggioranza e opposizione, per ridurre l’IVA su alimenti e cure veterinarie, istituire una medicina veterinaria di base gratuita per cani e gatti delle famiglie non abbienti e aumentare la quota di detrazione per le spese veterinarie, garantendo così maggiore equità, giustizia sociale e accesso alle cure”.