L'incontro

Emergenza freddo a Treviso, associazioni convocate in Prefettura per ampliare l’accoglienza

Appuntamento il 13 gennaio 2026 alle 11.30: la proposta per 40 posti aggiuntivi grazie alla disponibilità della Parrocchia di Monigo

Emergenza freddo a Treviso, associazioni convocate in Prefettura per ampliare l’accoglienza

Le associazioni del territorio sono state convocate in Prefettura a Treviso per un incontro fissato per martedì 13 gennaio 2026 alle 11.30, dopo la proposta formale inviata il 6 gennaio per fronteggiare l’emergenza freddo e la carenza di posti letto destinati alle persone senza dimora.

La richiesta arriva dal Coordinamento delle associazioni di volontariato (Auser Treviso, Auser Cittadini del Mondo ODV, Momi Associazione Monigo Migranti ODV, Gente per Gente – Gruppo di Cittadini, i Care Veneto ODV, ODV Caminantes, A.MI.B Triveneto APS, Passa Mani APS), che segnala come le strutture attive non siano oggi sufficienti rispetto al fabbisogno crescente.

Emergenza freddo a Treviso: la proposta di un capannone per 40 posti letto

Nel documento trasmesso il 6 gennaio, le associazioni hanno presentato una proposta operativa basata sulla disponibilità della Parrocchia di Santa Elena Imperatrice di Monigo, che ha offerto un capannone riscaldato con capienza fino a 40 posti letto.

La struttura potrebbe essere attivata nei prossimi giorni e rimanere operativa fino alla fine di gennaio, con possibilità di proroga in base all’evoluzione delle temperature. Le associazioni sono disponibili a sostenere spese vive, in particolare quelle relative alle utenze, e a garantire un servizio serale e mattutino, compresa la colazione.

Emergenza freddo a Treviso

Per rendere attuabile la proposta, le associazioni hanno chiesto un intervento diretto delle istituzioni, necessario per l’allestimento dei posti letto, per la fornitura dei servizi igienici portatili in numero adeguato, per l’organizzazione della sorveglianza notturna – che potrebbe essere affidata alla Protezione Civile o a un ente competente – e per il coinvolgimento dell’Ulss in tutti gli aspetti legati alla prevenzione sanitaria e igienico-sanitaria.

Senza un supporto strutturato, spiegano le associazioni, il volontariato non è in grado di sostenere da solo l’intera gestione di un’accoglienza emergenziale di queste dimensioni.

Il limite delle strutture esistenti

La proposta nasce dalla consapevolezza che l’accoglienza straordinaria attivata presso l’Oratorio della Parrocchia di San Martino, operativa dal 1° al 9 gennaio, non è prorogabile.

I dormitori attivi non riescono a ospitare tutte le persone senza dimora presenti in città, motivo per cui le associazioni hanno continuato a lavorare anche durante le festività per individuare nuove soluzioni condivise.

Associazioni convocate in Prefettura per ampliare l’accoglienza

La convocazione in Prefettura è definita dalle associazioni un passaggio centrale per costruire un coordinamento tecnico-operativo tra istituzioni e terzo settore, così da mettere a sistema le disponibilità raccolte e definire modalità di intervento efficaci.

Nel comunicato diffuso, le associazioni affermano:

“In queste settimane ci siamo attivate con continuità per fronteggiare l’emergenza freddo e per trovare nuovi spazi e risorse. Tuttavia, il volontariato non può sostenere da solo un’accoglienza emergenziale di questa portata. È indispensabile un intervento pubblico o il supporto strutturato della Protezione Civile, in particolare per gli aspetti logistici, la sorveglianza notturna e le condizioni di sicurezza”.

Le associazioni ricordano che è attiva una raccolta di donazioni a sostegno delle iniziative emergenziali. I contributi serviranno a coprire le spese principali, soprattutto quelle legate al riscaldamento degli spazi e all’organizzazione necessaria per garantire un riparo sicuro nelle notti più fredde.