Manifestazione in Piazza dei Signori

Immigrato morto all'Appiani, colpito da infarto. Monta la protesta: "Non si può morire così"

La denuncia dell'associazione Caminantes: "Non è accettabile perché questa non è un'emergenza, ma un problema strutturale"

Immigrato morto all'Appiani, colpito da infarto. Monta la protesta: "Non si può morire così"
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Mandeep Singh è morto nella notte tra sabato 2 e domenica 3 dicembre 2023 nel parcheggio multipiano dell'Appiani, l'unico "alloggio" che è riuscito a trovare a Treviso, dove si era trasferito da pochi giorni per cercare lavoro. (Foto da Facebook)

Immigrato morto all'Appiani, colpito da infarto

Mandeep Singh si era trasferito da pochi giorni a Treviso, nella speranza di trovare lavoro. Immigrato indiano di 32 anni, Mandeep aveva ottenuto il permesso di soggiorno da circa un anno, ma nonostante questo non riusciva a trovare un lavoro stabile.

Il 32enne, arrivato a Treviso, non aveva un'abitazione in cui stare, l'unico riparo che è riuscito a trovare è stato il parcheggio dell'Appiani, rifugio di fortuna per tanti che come lui non hanno una sistemazione stabile.

Nella notte tra sabato e domenica, però, Mandeep avrebbe accusato un malore, come ha dichiarato ai presenti. E' morto poco dopo a causa di un infarto.

Monta la protesta: "Non si può morire così"

La morte di Mandeep Singh ha scatenato la reazione di tutti coloro che, come lui, sono costretti a vivere in condizioni precarie, a dormire al freddo e in modo poco dignitoso e delle Associazioni che cercano di aiutare quanti hanno bisogno. Tra queste arriva forte la denuncia di Caminantes, che si batte per il diritto alla casa e offre servizi rivolti alle persone senza fissa dimora.

"Ci sono richiedenti asilo che da mesi attendono di essere accolti in una struttura come è loro diritto, ma anche persona che hanno ottenuto la protezione internazionale e sono stati espulsi dall'accoglienza e impossibilitati a trovare casa in una città che non affitta più a nessuno.

Siamo arrabbiatx e sconvoltx e ancora una volta siamo delusx da come lo stato, la prefettura e la questura gestiscono la condizioni di questi esseri umani. L'amministrazione è ugualmente responsabile non concedendo a queste persone nemmeno un posto letto in dormitorio.

Eppure nella nostra città di immobili vuoti ce ne sono a migliaia", scrivono sulla loro pagina Facebook.

La denuncia si è trasformata presto in una protesta e in tanti ieri mattina, 4 dicembre 2023, sono scesi in Piazza dei Signori per ribadire che "non è possibile morire in strada a Treviso nel 2023". Presenti alla manifestazione le persone che vivono da 4 mesi nel parcheggio dell'Appiani insieme ai volontari di Caminantes, membri dell'associazionismo, della Chiesa, del mondo dell'accoglienza e dell'opposizione.

"Non è accettabile perché questa non è un'emergenza, ma un problema strutturale con un sistema d'accoglienza che butta in strada le persone appena trovano lavoro, nonostante l'impossibilità di trovare casa, o direttamente non li fa entrare nelle strutture. Il problema di avere un tetto lo vediamo anche negli sfratti sempre più frequenti che avvengono a danni di persone che non riescono più ad arrivare a fine mese", scrivono i volontari di Caminantes.

"Chi arriva qui dopo aver affrontato innumerevoli difficoltà e orrori ha diritto ad essere accolto come chi vive in città da anni o ci è nato ha diritto a una casa; invece tutti vengono rimbalzati dalle istituzioni, a tutti i livelli, vedendosi negate perfino le medicine per curarsi. Ieri sera un'altra persona è stata portata in ospedale perché aveva una febbre molto alta.

Siamo in una città che è una delle più ricche d'Italia, ma dove si lasciano le persone vivere per mesi in un parcheggio ad ammalarsi, mentre altre centinaia vengono ammassate dentro poche strutture sovraffollate come la caserma Serena, e dall'altra di fronte a centinaia di persone senza una casa, l'Ater svende 384 alloggi pubblici in provincia. Confindustria continua a chiedere operai, ma non si pone il problema di dove possano vivere queste persone.

Da anni siamo a fianco di persone come quelle che ora stanno vivendo in Appiani perché crediamo che la civiltà di una società si misuri su come garantisce i diritti fondamentali e sul rispetto che ha della dignità umana.

È necessario che si trovi una soluzione IMMEDIATA della situazione delle persone che vivono nel parcheggio dell'Appiani, ma è altrettanto necessario una presa di responsabilità di chi sta al governo a tutti i livelli, locale, regionale e nazionale.
Per Mandeep, per tutte le persone che vivono in strada, ma anche per una città diversa e accogliente.
Restiamo umani".

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