Polemica

Preghiera "anti autonomia", la diocesi dopo l'irritazione di Zaia: "Usata una parola sbagliata"

Il Governatore aveva chiesto al vescovo Tomasi di dissociarsi, ora è arrivata la posizione ufficiale della diocesi. E il Pd attacca.

Preghiera "anti autonomia", la diocesi dopo l'irritazione di Zaia: "Usata una parola sbagliata"
Attualità Treviso, 21 Luglio 2021 ore 08:51

L'intervento del vicario generale, mons. Giuliano Brugnotto, con un comunicato stampa, per chiarire la posizione della diocesi dopo le polemiche.

Preghiera "anti autonomia" a Treviso

“Nessun intento polemico o di contrapposizione alle istanze di autonomia. Una preghiera non è una presa di posizione politica”.

In merito al dibattito apparso in questi giorni sui media locali a proposito di una delle preghiere dei fedeli letta domenica scorsa nelle chiese della diocesi di Treviso, interviene il vicario generale, mons. Giuliano Brugnotto, con un comunicato stampa.

“Nella formulazione del concetto è sbagliata la scelta del termine ‘autonomismo’ – sottolinea -. La volontà era quella di invitare i popoli a sfuggire le chiusure particolariste e a ricercare invece il dialogo che costruisce percorsi di pace e di giustizia”.

Il foglietto della messa è un sussidio per la preghiera delle comunità, un aiuto a formulare la preghiera domenicale al Signore, e con questo intento è prodotto e distribuito.

ECCO IL TESTO "INCRIMINATO"

Preghiera "anti autonomia", la diocesi dopo l'invito di Zaia: "Usata una parola sbagliata"

Lo stesso presidente della Regione, Luca Zaia, aveva invitato il vescovo di Treviso, Michele Tomasi, a dissociarsi dalla preghiera letta e dissipare tutti i dubbi sul presunto significato politico della lettura.

“E’ con sorpresa e dispiacere che tante persone hanno letto attribuite alla nostra Chiesa posizioni non corrispondenti alla realtà della nostra storia e delle dichiarazioni del Vescovo stesso su questi temi – aggiunge mons. Brugnotto -. La Chiesa non suggerisce modelli politici e di governo, o le modalità con cui  realizzare il Bene comune. La Dottrina sociale della Chiesa, inoltre, riconosce il valore di un’autonomia solidale, ispirata al principio di sussidiarietà e orientata al Bene comune. E così il magistero di papa Francesco il quale, in particolare nell’enciclica “Fratelli tutti”, ci ricorda che la fraternità universale e l’amicizia sociale all’interno della propria comunità, del proprio Paese, di ogni società, sono due poli inseparabili: “Va ricordato che «tra la globalizzazione e la localizzazione si produce una tensione. Bisogna prestare attenzione alla dimensione globale per non cadere in una meschinità quotidiana. Al tempo stesso, non è opportuno perdere di vista ciò che è locale, che ci fa camminare con i piedi per terra (…). Bisogna assumere cordialmente la dimensione locale, perché possiede qualcosa che il globale non ha: essere lievito, arricchire, avviare dispositivi di sussidiarietà. Pertanto, la fraternità universale e l’amicizia sociale all’interno di ogni società sono due poli inseparabili e coessenziali”. (Papa Francesco, Lettera enciclica “Fratelli tutti” – Sulla Fraternità e l’amicizia sociale, 3 ottobre 2020, n. 142).

Il Pd: "Imparate a leggere..."

“Il richiamo fatto dai vescovi sul fatto che l’autonomia non debba portare a derive egoistiche, facendo prevalere i piccoli interessi locali, è comprensibile e condivisibile. Ai colleghi leghisti diciamo di leggere le frasi nella loro interezza e a contestualizzarle, anziché attaccare a testa bassa, parlando di indebite ingerenze”.

È quanto affermano i consiglieri regionali del Partito Democratico intervenendo sulla polemica sulle ‘preghiere anti autonomismo’ di alcuni parroci nel Trevigiano.

“Zaia nell’incontro con i parlamentari della Bicamerale si è rifatto al concetto di federalismo inserito nella Carta dai padri costituenti. Federalismo che è ben diverso dal localismo richiamato dalla parola autonomismo. Lavoriamo per arrivare a una sintesi e ad una proposta comune sull’autonomia differenziata, invece di cercare polemiche che ci allontanano dall’obiettivo. E, soprattutto, niente bavagli. Il mondo esterno ai partiti si può esprimere in modo libero sempre, non solo quando le idee coincidono con le nostre. Anche le opinioni non gradite hanno la stessa dignità. Sta poi alle istituzioni decidere in modo assolutamente laico”.