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Confartigianato Marca

Un applicativo per le imprese trevigiane per calcolare i costi dell'energia elettrica

Uno strumento che attraverso l’inserimento di pochi dati riportati in bolletta consente all’impresa di conoscere il costo della materia prima per tutto il 2022.

Un applicativo per le imprese trevigiane per calcolare i costi dell'energia elettrica
Attualità Treviso, 28 Novembre 2021 ore 17:06

A fronte dell’impennata dei costi delle materie prime e in particolare dell’energia Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, grazie al Consorzio CAEM, mette a disposizione dei suoi oltre 10mila soci un applicativo che consente di avere una previsione di spesa per il 2022 del costo della bolletta al fine di facilitare le politiche aziendali in termini di revisione dei preventivi, dei listini prezzi ed eventualmente di distribuzione degli orari di lavoro.

Conoscere il costo della materia prima per tutto l'anno

Uno strumento che attraverso l’inserimento di pochi dati riportati in bolletta consente all’impresa di conoscere il costo della materia prima per tutto il 2022. Un’azione che Confartigianato sta promuovendo a fronte dell’andamento al rialzo dei prezzi che si attestano intorno al 300% negli ultimi 12 mesi. Il sistema associativo inoltre sta progettando un percorso di accompagnamento delle imprese e delle famiglie verso nuove forme di risparmio, come ad esempio la costituzione di comunità energetiche che permettano agli aderenti di contenere i costi delle bollette agendo sull'aggregazione territoriale. Sempre sul tema aggregazione, un prezioso strumento a supporto delle imprese è il Consorzio Caem che nel corso del 2021 ha mantenuto invariati i costi dell’energia gli aderenti, garantendo importanti risparmi.

Obiettivo calmierare i prezzi

"Stiamo assistendo a un’autentica speculazione sulle imprese che potrebbe essere in qualche modo arginata. E’ vero che la produzione energetica è ancora fortemente legata ai combustibili fossili ma perché i produttori di energie alternative non fanno sentire la loro voce sottraendosi alle logiche degli aumenti di mercato dato che il loro costo di produzione è pressoché costante? La transizione ecologica si rivelerebbe così uno strumento per calmierare i prezzi e non un’ulteriore spesa. Non dimentichiamo che i costi energetici delle imprese più grandi vengono in parte scaricati su quelle di minori dimensioni. Questo unitamente ad una redistribuzione sulla fiscalità generale di costi che nulla
hanno a che vedere con l’energia, contribuirebbe all’abbassamento della bolletta e a liberare risorse da destinare agli investimenti produttivi. Da ultimo è quanto mai opportuna una ridefinizione delle modalità con le quali vengono stabiliti i prezzi sulla borsa elettrica che generano storture tra gli effettivi costi di produzione e quelli di vendita sul mercato, premiando le logiche delle imprese produttrici di energia meno efficienti a dispetto di quelle più
performanti. Se a breve termine non vengono pianificati interventi strutturali le più penalizzate continueranno ad essere le imprese del settore manifatturiero. Dopo 13 anni di calma piatta gli ordinativi continuano ad aumentare, ma i costi sono diventati insostenibili. Com’è possibile far fronte a commesse definite mesi fa, o programmare il lavoro con margini sempre più risicati di guadagno? Più che imprenditori in questo contesto diventiamo equilibristi, in bilico tra le scelte di sviluppo aziendale e fattori difficilmente prevedibili che minano la tenuta delle nostre aziende".

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