Coda polemica in Consiglio

Alienazione Castelfranco, l’area verde diventa commerciale. Marcon: “Se certe cose non riesci a fermarle, meglio cavalcarle” – VIDEO

Alienazione Castelfranco, l'area verde diventa commerciale. Marcon: "Se certe cose non riesci a fermarle, meglio cavalcarle" - VIDEO

Castelfranco, 21 Giugno 2020 ore 10:16

di Alessandro Lanza

Venerdì notte si è chiusa la maratona consiliare a Castelfranco e, come spesso succede, il veleno è stato nella coda.

La svista

Volendo sdrammatizzare – visti i toni alti e alcuni svarioni dell’ultima parte – si potrebbe dire che il secondo round della “maratona” consiliare (a distanza) iniziata giovedì scorso a Castelfranco, terminato come sempre a notte fonda, si è fatto decisamente sentire. In particolare tra le file della minoranza che, nell’esame dell’ultimo punto all’ordine del giorno della seduta di venerdì 19 giugno 2020, relativo all’approvazione di una variante al Piano alienazioni, ha preso un abbaglio sull’area in oggetto. Una svista su cui ieri, sabato 20 giugno 2020, ha voluto “infierire” con una sorta di video reportage in loco proprio il sindaco, Stefano Marcon. Che si è lanciato in un “tutorial” sulla reale collocazione del terreno “incriminato”.

Alienazione Castelfranco, l'area verde diventa commerciale. Marcon: "Se certe cose non riesci a fermarle, meglio cavalcarle" - VIDEO
L’area verde erroneamente indicata dal Pd come quella in discussione

Il contestato cambio di destinazione d’uso

Ma riepiloghiamo rapidamente i fatti: venerdì sera – meglio, notte – si discuteva dell’approvazione di una variante parziale al Piano interventi riguardante un’area in via Regno Unito, uno “sfrido” di terreno nella suggestiva definizione dell’assessore Filippetto cui è stata alla fine cambiata destinazione d’uso, facendolo diventare a “vocazione commerciale”. Dal Centrosinistra, in particolare dal Pd si sono levate subito critiche per l’opportunità di “andare ad alienare l’ennesima area verde”. Ha preso dunque la parola il consigliere Claudio Beltramello che ha mostrato al Consiglio quella che, secondo lui, era l’area in discussione. Peccato che il terreno fosse un altro, non molto distante peraltro.

“Se non si può cambiare, meglio cavalcare”

Preso atto della “cantonata” il giudizio della minoranza non è comunque mutato.

“Un’amministrazione che vende sapendo che lì ci verrà costruito sopra un nuovo supermercato, è complice: la bontà dell’operazione non sta in piedi“.

Già perché l’area in questione, quella vera di via Regno Unito, come poi mostrato ieri dallo stesso primo cittadino, è contigua a una proprietà privata (di Fior) dove dovrebbe già sorgere appunto un nuovo spazio commerciale. Chiaro che, se l’attuale proprietario dell’area acquisisse anche lo “sfrido” che il Comune ha deciso di alienare, cambiandone destinazione d’uso, il progetto potrebbe facilmente ampliarsi ed avere dunque un impatto maggiore sulla zona. E’ questo che, al di là dell’errore iniziale sulla posizione, contestava soprattutto la minoranza. Come ribadito anche dalla consigliera Milani: “A voi interessa dunque solo monetizzare, è chiaro”. Un’obiezione a cui il sindaco, nel suo video di ieri, ha dato una risposta sibillina ma allo stesso tempo eloquente:

Certe cose se non riesci a fermarle meglio cavalcarle”

Alienazione Castelfranco, l'area verde diventa commerciale. Marcon: "Se certe cose non riesci a fermarle, meglio cavalcarle" - VIDEO

Il voto al cardiopalma e i siparietti dialettali

Prima della votazione finale, che ha visto l’approvazione della variante a maggioranza (una maggioranza tuttavia molto risicata, a un passo dalla mancanza del numero legale), c’è stato un gustoso – per alcuni in verità disgustoso – siparietto tra il capogruppo del Pd, Sebastiano Sartoretto, e il sindaco.

“Vi abbiamo presi con le mani nella marmellata, fate i furbetti del quartierino e ribadisco l’auspicio che prima o poi vengano a prendervi a casa perché è giusto che rendiate conto di quel che state facendo”

Pronta la risposta del sindaco, che non ha mancato di puntualizzare:

“Sì come no, nella marmellata, non gavìo neanca capìo de che tera se tratava… e se dovete venire a prenderci a casa, allora mandatemi Beltramello che così va a Sant’Andrea anziché a Salvatronda”.

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