Cronaca
Tre arresti

Anziani rapinati in casa ad Altivole: il basista (italiano) conosceva le vittime

Le indagini dei Carabinieri sul grave episodio avvenuto lo scorso agosto hanno fatto scattare le misure cautelari nei confronti di tre soggetti. E c'è un quarto indagato.

Anziani rapinati in casa ad Altivole: il basista (italiano) conosceva le vittime
Cronaca 12 Marzo 2022 ore 10:30

Rapina in casa ad Altivole ai danni di due coniugi anziani: scattano le misure cautelari nei confronti dei tre responsabili. E c'è un quarto indagato.

Anziani rapinati in casa ad Altivole

I Carabinieri della Compagnia di Castelfranco Veneto, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Treviso, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa nei confronti di tre persone (due di nazionalità albanese ed un italiano) ritenute gravemente indiziate, in concorso tra loro e a vario titolo, dei reati di rapina aggravata in abitazione e porto di armi o oggetti atti a offendere, mentre un quarto soggetto, di nazionalità albanese, risulta indagato nel medesimo procedimento penale, instaurato a seguito della rapina avvenuta nella tarda serata del 9 agosto 2021 ad Altivole, quando tre individui armati di coltello e a volto coperto, approfittando dell’apertura di alcune finestre, avevano fatto irruzione nell’abitazione di due coniugi 81enni, sorpresi mentre erano a dormire e minacciati, sottraendo loro i risparmi, circa 4.000 Euro, che la coppia teneva in camera da letto.

Grazie alle prime testimonianze raccolte, già nella nottata veniva individuata dai militari dell’Arma, semi nascosta nella vegetazione in zona campestre, a qualche centinaio di metri dall’abitazione rapinata, lungo la via di fuga probabilmente utilizzata dagli autori del reato, un’automobile Mercedes con targa albanese. Proprio partendo dai riscontri raccolti nella circostanza, i Carabinieri della Castellana, con la collaborazione dei colleghi del Reparto Investigazioni Scientifiche di Parma, riuscivano a raccogliere gravi elementi indiziari da cui evincere la riconducibilità dell’auto Mercedes ai soggetti che avevano compiuto la rapina in danno della coppia di pensionati. Veniva, in particolare, individuato l’esercizio commerciale in provincia di Padova dove la sera della rapina erano stati acquistati capi di abbigliamento, calze, guanti e utensili in parte rinvenuti proprio nei paraggi del luogo di sosta della Mercedes, di cui veniva pure ricostruito dagli inquirenti il verosimile itinerario nelle fasi precedenti alla commissione della rapina: la partenza dal casertano e la tappa al negozio del padovano per acquistare il materiale necessario per la materiale esecuzione del reato.

Dagli elementi raccolti durante le indagini sin qui compiute si può ipotizzare come il soggetto italiano sia stato il basista della rapina, avendo legami di conoscenza con le persone offese e contatti con gli indagati, prevalentemente dimoranti in Campania, proprio in concomitanza con le fasi preparatorie della commissione del reato. Rispetto ai tre destinatari del provvedimento restrittivo: il soggetto italiano è stato rintracciato e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, ad uno dei due soggetti albanesi, già detenuto per altra causa presso la Casa Circondariale di Vasto (CH), è stata notificata la presente misura custodiale mentre un terzo soggetto, resosi nel frattempo irreperibile, è tutt’ora attivamente ricercato.

“È intollerabile che una coppia di anziani soli e indifesi venga rapinata nella propria abitazione. Per questo tributo un grande plauso al nucleo investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Treviso per un’operazione condotta in modo impeccabile, che consegna alla giustizia chi si macchia di simili reati”.

Con queste parole il Presidente della Regione Luca Zaia ha commentato l’operazione portata a termine dai Carabinieri di Treviso con cui sono state eseguiti 3 arresti nei confronti di una serie di soggetti indiziati di aver sottratto 4 mila euro in contanti a una coppia di Altivole (Treviso) il 9 agosto scorso.

Secondo le indagini due dei malviventi sarebbero partiti da Caserta a bordo di un’auto ritrovata poco lontano dal luogo della rapina, assieme ad alcuni utensili da scasso e indumenti risultati acquistati nel Padovano, mentre la terza persona raggiunta da provvedimento cautelare, residente nel Trevigiano, sarebbe stato il basista dell’operazione.

“La sicurezza è uno dei capisaldi di una società civile che i Veneti non vogliono venga messo in discussione – conclude il Governatore -. Con questa operazione, cui va dato merito al Comando dei Carabinieri di Treviso, le Forze dell’Odine hanno dato prova di essere un solido presidio a tutela dei cittadini”.

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