A Pederobba

Anziano aggredito e rapinato in casa, il ladro lo immobilizza e poi gli ruba i risparmi nascosti in cantina

I fatti risalgono al 2022. Il responsabile incastrato dal Dna e dai tabulati telefonici: si trovava già in carcere per un altro reato. All'anziano ha rubato una somma pari a 900 euro

Anziano aggredito e rapinato in casa, il ladro lo immobilizza e poi gli ruba i risparmi nascosti in cantina
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E' stato individuato e arrestato dai Carabinieri di Montebelluna il presunto autore di una rapina commessa a Pederobba nel dicembre 2022 (in copertina: immagine di repertorio).

Anziano aggredito, immobilizzato e derubato a Pederobba

A renderlo noto oggi, giovedì 27 giugno 2024, i Carabinieri di Montebelluna, in seguito alle indagini, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Treviso, che hanno portato all'arresto del presunto ladro.

I fatti risalgono al dicembre 2022, quando un ultrasessantacinquenne di Pederobba è stato aggredito e immobilizzato nella propria abitazione. Il rapinatore avrebbe poi rubato il denaro che l'anziano nascondeva nella cantina di casa.

La rapina

L'aggressore, un 57enne italiano con numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio, ha avvicinato la vittima chiedendo indicazioni stradali.

Approfittando della gentilezza dell'anziano che lo aveva accolto in casa e offerto da bere, lo ha colpito violentemente alla nuca con un tubo di ferro, lo ha incappucciato e minacciato di morte con una roncola di ferro. Successivamente, lo ha legato dai polsi a una scaffalatura e si è impossessato di circa 900 euro in contanti, fuggendo rapidamente.

Le indagini e l'arresto

Dopo mesi di incessante attività investigativa, diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montebelluna sono riusciti a individuare il sospettato grazie alle descrizioni somatiche fornite dalla vittima.

Le indagini tecniche hanno incluso l'analisi dei tabulati telefonici e delle celle, nonché accertamenti di laboratorio sui reperti trovati sulla scena del crimine, che hanno confermato il profilo genetico dell'indagato.

Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Treviso, basandosi sugli elementi raccolti dai Carabinieri e presentati dalla Procura della Repubblica, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. L'ordinanza è stata eseguita dai militari di Montebelluna presso la Casa Circondariale di Trento, dove l'arrestato si trovava già detenuto per un altro reato.

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