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Asolo, emerge un pavimento del X secolo

L’architetto Davide Stona: “In realtà non è una vera e propria scoperta; erano già a conoscenza di questo pavimento all’inizio degli anni ’90"

Asolo, emerge un pavimento del X secolo
Montebelluna, 01 Agosto 2019 ore 14:34
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Asolo, emerge un pavimento del X secolo. Ad Asolo, durante i lavori di restauro della rocca avviati lo scorso marzo, è riemerso un pavimento risalente al X secolo d.C.. “Ri - emerso” perché, come ha puntualizzato l’architetto Davide Stona: “In realtà non è una vera e propria scoperta; erano già a conoscenza di questo pavimento all’inizio degli anni ’90, solamente che all’epoca venne ricoperto di nuovo. Ora, diciamo, è più una presa di coscienza”. Come ha infatti spiegato successivamente, riportare alla luce queste rovine archeologiche è funzionale all’edificazione del paramento murario e della gradinata, onde “capire come innestare la nuova scala in acciaio, che sostituisce la vecchia scala lignea”. Il coordinatore dei lavori si sta dunque preoccupando di costruire una gradinata nel rispetto di tutto il patrimonio storico-artistico ivi presente, sebbene - ha precisato - di non sapere quali saranno i risvolti futuri, ovvero se il pavimento verrà nuovamente ricoperto o se, al contrario, sarà esposto al passaggio dei turisti.

In generale, le campagne archeologiche che sono state effettuate durante i lavori di restauro hanno messo in luce non solo un piccolo saccello con pavimento mosaicato di epoca paleocristiana ma anche, accanto ad esso,  alcune tombe di epoca successiva. In seguito, fino al IX o X secolo, l’area venne in maniera più o meno continuativa usata come necropoli longobarda.  Tutto ciò dimostrerebbe che la sommità del Montericco era abitata o comunque usata già prima del XII secolo, quando venne edificata la Rocca. 

In quest'ottica, i lavori di restauro e di manutenzione, finanziati  dal Ministero dei Beni Culturali per un importo di 340mila euro, acquisiscono ancor più importanza. Essi hanno previsto finora la ricostruzione di due merli danneggiati dal maltempo, oltre ai lavori di pulizia delle mura da muschi e da altre erbacce. A coordinare i lavori, come già detto, è l'architetto Davide Stona, diretto dall'architetto del Ministero dei Beni Culturali, Luigi Girardini.