Cronaca
Conegliano

Beccato un agente immobiliare "abusivo": dovrà restituire 33mila euro di provvigioni

Si tratta di un 60enne che operava all’interno di un’agenzia immobiliare di Conegliano senza i requisiti previsti dalla legge.

Beccato un agente immobiliare "abusivo": dovrà restituire 33mila euro di provvigioni
Cronaca Conegliano e Valdobbiadene, 10 Maggio 2021 ore 08:31

Le Fiamme gialle hanno scoperto un 60enne che operava abusivamente come agente di mediazione immobiliare, in assenza dei requisiti di cultura e competenza previsti dalla legge.

Beccato un agente immobiliare "abusivo"

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso, nell’ambito di un monitoraggio del settore delle compravendite di immobili, hanno scoperto un 60enne che operava abusivamente come agente di mediazione immobiliare, in assenza dei requisiti di cultura e competenza previsti dalla legge.

Le indagini, svolte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Treviso, hanno permesso di accertare che il presunto “agente”, che operava all’interno di un’agenzia immobiliare di Conegliano, ha concluso diverse operazioni di compravendita, agendo in nome e per conto del titolare dell’agenzia, che era però l’unico in possesso di regolare autorizzazione a svolgere la professione, e assicurandosi in questo modo provvigioni per circa 33.000 Euro.

Sanzione fino a 15mila euro

Al termine delle attività ispettive, nei confronti dell’agente immobiliare abusivo è stata contestata una sanzione amministrativa per un importo che va da 7.500 a 15.000 Euro.

Inoltre, l’uomo è stato segnalato alla Camera di Commercio di Treviso – Belluno per l’avvio della procedura di restituzione ai clienti delle somme indebitamente percepite. Solo i mediatori abilitati e iscritti, infatti, possono richiedere al cliente di corrispondere una provvigione per l’attività di intermediazione svolta.

La recidiva

Le sanzioni amministrative hanno lo scopo di contrastare gli effetti distorsivi prodotti dall’abusivismo in questo settore; inoltre, è stato di recente previsto per legge che, in caso di recidiva, si configuri il reato di esercizio abusivo di una professione, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 10 mila a 50 mila euro.

L’intervento della Guardia di Finanza di Treviso si inserisce in un più ampio dispositivo di salvaguardia dell’economia, che ha lo scopo prioritario di tutelare i lavoratori onesti e le associazioni di categoria a fronte di comportamenti lesivi della corretta concorrenza tra gli operatori del settore, prevenendo nel contempo le numerose truffe, che trovano nell’abusivismo terreno fertile per proliferare.