Cronaca

Benzina illegale che scorre come il Brenta

Carburanti nelle mani della criminalità organizzata, che costringe gli onesti a chiudere o a vendere le pompe

Benzina illegale che scorre come il Brenta
Cronaca 02 Agosto 2019 ore 08:27

Benzina illegale che scorre come il Brenta.

Carburanti nelle mani della criminalità

Un’Italia, la nostra, che ospita nel suo stivale migliaia di veicoli che quotidianamente si intrecciano ed ingombrano pesantemente la rete stradale nazionale. Economia frenetica che porta ad essere costantemente «schiavi» dell’«Oro Nero» che serve a mettere in… moto ogni nostra necessità. Carburanti, il sale del lavoro. Tra l’utilizzatore e la fonte, c’è l’intermediario, colui che fornisce l’impianto per fare rifornimento. I prezzi, di ogni tipologia di carburante oscillano con le dinamiche sia interne del Paese che per accordi con gli altri Stati limitrofi e non. Un sistema molto complesso che influenza il mercato e la nostra vita.

Il triste racconto di Assopetroli

Ma, dietro al prezzo, a volte c’è qualcosa di più. Antonio Perin, vice coordinatore regionale e consigliere nazionale dell’Associazione Assopetroli Assoenergia, ci spiega le cose da un altro punto di vista: un retro della medaglia sorda che non suona di vittoria. Carburante e criminalità organizzata: un connubio che non regge nessuna logica, eppure una realtà conosciuta e più volte denunciata a Procure e giudici. «L’illegalità nel settore, quello dei carburanti – spiega Perin – è uno dei problemi principali e che non ci permettere di vivere con serenità il nostro lavoro. Mafia, ‘ndrangheta e camorra, per dichiarazione stessa della DNA, la Direzione Nazionale Antimafia, mettono in difficoltà cittadini e operatori e li rendono vittime di una concorrenza sleale spingendo in questo modo a chiudere o vendere molte attività che, non volendo cedere a certe proposte sicuramente vantaggiose ma che vanno a sponsorizzare carburante non “pulito” dal punto di vista del suo arrivo in Italia, si sentono messe all’angolo e rischiano di chiudere. Una rete messa a dura prova, quindi.

La frode mette in ginocchio gli onesti

L’associazione Assopetroli fu la prima, già nel 2014, a dare l’allarme circa tale questione molto delicata in merito a frodi nella distribuzione di carburante. Allarme più volte denunciato ad Amministrazioni e organi preposti al controllo, che se da un lato ci fanno ben sperare, visti i continui controlli e sequestri effettuati, dall’altro ci danno ancor più consapevolezza sul fatto che il problema non è rientrato, né tanto meno arginato a qualche zona, ma si sta diffondendo a macchia d’olio – prosegue Perin -. Il fenomeno è complesso, ed è molto difficile risalire alla fonte, poiché la capacità organizzativa di chi commercia questa tipologia di carburante è ben studiata e messa a punto nel tempo. Il problema più consistente è che viene saltata l’imposta sul valore aggiunto e questo alimenta e rimpingua il mercato parallelo minando la sopravvivenza delle imprese sane. L’importanza e il focus dove concentrare le idee dovrebbe essere quello di continuare con i controlli per garantire il rispetto delle norme presenti, anche se migliorabili e magari introdurre norme come la Reverse Charge che, da sola, potrebbe stroncare il fenomeno. Dall’est Europa arriva questo “Oro Nero”, un autotreno vale circa 60mila euro, che in sospensione d’IVA, dovrebbe transitare e non fermarsi nella nostra penisola. Cosa che invece non fa. Rimpingua stazioni di servizio e depositi che hanno ceduto a questa allettante offerta nell’avere carburanti a prezzi ultra vantaggiosi, alimentando il malaffare e generando un’evasione annua fiscale che si aggira intorno ai 4-6 miliardi di euro, coi quali si potrebbero recuperare un paio di manovre di Governo – conclude Antonio Perin».

Le mafie operano anche nel vicentino

La questione lo tocca da vicino, facendo parte Perin del settore della vendita di carburanti. Una realtà presente anche nel nostro territorio e quindi nei nostri paesi. Da Marghera al consumatore finale gli step intermedi sono diversi e ad ognuno va attribuito un costo, necessario per svolgere in modo pulito il lavoro. Acquistando invece al mercato parallelo, questo costo viene abbattuto e molto spesso il prodotto viene venduto al dettaglio a prezzo di raffineria o addirittura inferiore. Si comprende molto facilmente il grande disagio che va a creare nelle aziende di distribuzione sane che si vedono obbligate a convivere con concorrenze sleali e che alimentano un mare di «Oro Nero» sporco e di contrabbando. Un mondo sotterraneo a cui dare voce per comprendere cosa si va a finanziare acquistando questi prodotti. Criminalità organizzata che non è radicata solo al sud ma che nel nostro ridente nord est ha trovato una ricca casa dove nutrirsi.