A Montebelluna

Bulli entrano a scuola e insultano i docenti, nello stesso istituto del ragazzo che ha fermato lo scippatore della professoressa

I ragazzi sono riusciti ad entrare grazie alla complicità di alcuni studenti all'interno della scuola. Il preside: "Da quel giorno chiudo sempre a chiave la porta dell'ufficio"

Bulli entrano a scuola e insultano i docenti, nello stesso istituto del ragazzo che ha fermato lo scippatore della professoressa
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Di recente l'Istituto Einaudi di Montebelluna è stato preso di mira da alcuni bulli che si sono introdotti nella scuola, grazie alla complicità di alcuni allievi all'interno e in pochi minuti hanno scatenato il caos tra le classi.

Dopo il ragazzo che ha fermato lo scippatore della professoressa...

L'Istituto Einaudi di Montebelluna è diventato protagonista, nelle scorse settimane, di una eroica vicenda che ha acceso i riflettori su un giovane studente di 16 anni, Christian, che insieme a due suoi amici ha inseguito in bicicletta e fermato lo scippatore di una professoressa dell'istituto. L'episodio ha subito destato grande clamore e lunedì scorso, 25 marzo 2024, Christian ha ricevuto un riconoscimento davanti ai suoi compagni e alla presenza del Sindaco di Montebelluna.

Purtroppo, però, vicende come quelle di Christian sono sempre più rari: per un ragazzo che dimostra coraggio e rispetto, sul rovescio della medaglia ci sono casi sempre più frequenti di episodi di bullismo anche contro i docenti.

Caos all'Istituto Einaudi, bulli entrano a scuola e insultano i docenti

Uno di questi si è verificato negli scorsi giorni proprio nell'Istituto Einaudi, dove alcuni ragazzi sono entrati nella scuola e hanno iniziato a prendere di mira i docenti con insulti e urla.

"Si è svolto tutto in pochissimi minuti, alcuni studenti hanno aperto una porta di servizio permettendo ad altri coetanei di entrare nell'istituto e di seminare il caos tra le classi del primo piano. Sono entrati poco prima della fine delle lezioni, intorno all'una, nelle aule urlando e insultando i docenti, finché una bidella non li ha individuati e li ha messi in fuga. Alcuni sono scappati dalle scale antincendio, altri sono rimasti all'interno della scuola, ma fortunatamente non c'è stato nessun furto", ci ha raccontato il preside della scuola Massimo Ballon.

"Da quel che siamo riusciti a vedere dalle telecamere potrebbe essere stato qualche allievo dell'Istituto Scarpa (diretto sempre dal Preside Ballon ndr), dopo l'accaduto sono andato nelle classi per cercare i responsabili. - prosegue Ballon - Per loro è stato un divertimento, per noi è una situazione inquietante. Gli ingressi sono sempre aperti a scuola e non abbiamo modo di controllare tutto, soprattutto se qualcuno dall'interno apre porte che dovrebbero rimanere chiuse come in questo caso. Da quel giorno chiudo sempre a chiave la porta del mio ufficio".

Il dirigente scolastico Massimo Ballon (foto da Facebook)

Purtroppo questo episodio rientra nei crescenti episodi di bullismo in cui vengono presi di mira docenti e professori. Come ne è un esempio la professoressa dell'Einaudi scippata da un ex alunno o la vicenda di Rovigo della professoressa colpita con una pistola a pallini dai suoi studenti durante la lazione.

"Purtroppo è un fenomeno crescente, la figura del docente non inculca più timore negli studenti ed è sempre più difficile avere polso in queste situazioni", commenta il preside Ballon.

"Questi episodi si verificano sempre più spesso perché le famiglie lo permettono, sentendosi al di sopra del livello della scuola. E' una questione di educazione, ma purtroppo la figura del docente viene sempre più messa in discussione.

Nella nostra scuola non si sono mai verificati episodi gravi, alcuni scontri verbali ci sono stati ma abbiamo cercato di sistemare la situazione. Come scuola cerchiamo di fare degli interventi e dei progetti contro il bullismo e la violenza di genere. Ma ci sono casi difficili da gestire".

Il preside ha quindi spiegato che a causa della situazione particolare in alcune famiglie è sempre più difficile gestire i ragazzi in classe:

"In alcuni casi non abbiamo gli strumenti per affrontare queste situazioni. Ci sentiamo soli".

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