Sanità

Ca’ Foncello, tre pazienti operati sconfiggono tumore e Coronavirus

Il primario Zanus ricostruisce la delicata operazione. Il direttore Benazzi orgoglioso: "Segno di una capacità organizzativa di prim'ordine delle varie équipe".

Ca’ Foncello, tre pazienti operati sconfiggono tumore e Coronavirus
Treviso, 20 Maggio 2020 ore 15:01

Si tratta di tre paziente della IV Chirurgia dell’ospedale di Treviso.

Operati con successo e guariti dal Covid

Le chirurgie dell’Ulss 2 hanno finalmente potuto riprendere, dal 4 maggio, la loro attività ordinaria ricalendarizzando gli interventi rinviati causa l’emergenza Covid, che ha impegnato tutti gli ospedali nell’accoglienza dei pazienti colpiti dal virus. Durante l’emergenza non è mai cessata, però, l’attività chirurgica non procrastinabile per i pazienti oncologici:

“Tra i casi più complessi sui quali abbiamo dovuto necessariamente intervenire, in urgenza – sottolinea il primario della IV Chirurgia, professor Giacomo Zanus – vanno sottolineati tre pazienti affetti da grave patologia neoplastica sintomatica, coinvolgente fegato e colon, risultati positivi al Covid-19. L’unica opzione terapeutica, costituita dalla chirurgia, poteva essere vanificata dal Coronavirus. Nella letteratura internazionale i casi di pazienti Covid+ operati con successo sono limitatissimi e con prognosi spesso infauste. Noi abbiamo deciso di scegliere comunque un approccio chirurgico garantendo ai pazienti il miglior trattamento antivirale disponibile. Tutti hanno vinto la malattia tumorale sconfiggendo anche il CoronaVirus.

Gioco di squadra

“Grazie alla collaborazione dell’intero gruppo chirurgico del polo ospedaliero, degli anestesisti- rianimatori, delle coordinatrici e coordinatori e del personale infermieristico – spiega Zanus – è stato possibile ottenere la disponibilità delle sale per procedere al trattamento chirurgico nel rispetto delle ordinanze e in massima sicurezza. Il decorso intra-operatorio grazie alla tecnologia disponibile nelle nostre sale operatorie ed alla gestione anestesiologica del gruppo del dr. Farnia è stato ideale e non è stato necessario il ricorso alla degenza in terapia intensiva, evitando un ulteriore aggravio della già difficile situazione rianimatoria per i pazienti covid positivi ricoverati. I tre pazienti operati sono stati gestiti in un’apposita ala separata e isolata della 4° Chirurgia, grazie all’impegno del personale medico ed infermieristico dedicato, nel totale rispetto delle norme di protezione individuale. Il decorso post operatorio si è svolto in modo assolutamente regolare grazie anche alla collaborazione con la Microbiologia del dr. Rigoli e con l’Infettivologia del dr. Scotton, che ha garantito il trattamento con i protocolli antivirali più all’avanguardia. Le medicine del Prof. Agostini e del dr. De Menis hanno fornito il supporto gestionale nel post-operatorio superata la fase di impegno chirurgico”.

Il commento del direttore Benazzi

“I tre pazienti oncologici operatori con successo e guariti dal Covid – commenta il direttore generale, Francesco Benazzi – rappresentano un risultato di grande rilievo clinico e terapeutico, merito del lavoro di squadra del Ca’ Foncello, che ha continuato a dedicare grande attenzione ai pazienti oncologici anche nel periodo di massimo impegno per il Covid. Essere riusciti a garantire l’intervento a questi pazienti è segno di una capacità organizzativa di prim’ordine delle varie équipe, cui va il mio più sentito ringraziamento. Lasciatemi dire che la risposta all’emergenza dei nostri ospedali, così come dei servizi territoriali, e questi tre casi lo confermano, è stata una grande dimostrazione di professionalità, di competenza, validità tecnologica, spirito collaborativo e solidarietà umana. Tutto il personale ha saputo con grande abnegazione mettersi al servizio della comunità, senza mai risparmiarsi. Al di là degli aspetti tecnici – ha concluso Benazzi – la dimissione di questi tre pazienti con doppia patologia tumorale e virale rappresenta il più bel messaggio di speranza per la nostra comunità e una significativa risposta alla pandemia: abbiamo trattato il problema neoplastico ma non ci siamo arresi di fronte al virus”.

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