L'intervista

Castelfranco Veneto “isola felice” post lockdown per bar e cicchetterie: “Pienone nei fine settimana”

Fanno un po' più fatica invece i ristoranti tradizionali. E il parroco del Duomo, don Dionisio, "benedice" la movida: "Vedo tante famiglie".

Castelfranco Veneto “isola felice” post lockdown per bar e cicchetterie: “Pienone nei fine settimana”
Castelfranco, 30 Giugno 2020 ore 09:12

Di Alessandro Lanza

Dopo alcune settimane dalla fine del lockdown alcune tendenze a Castelfranco Veneto. Anche con qualche sorpresa…

Ripresa a pieno regime

Che la movida castellana post lockdown fosse ripresa a regime sostenuto lo avevano dimostrato prima di tutto le “intemperanze” verificatesi nelle scorse settimane in Piazza Giorgione, tali da indurre anche la Polizia locale a pattugliamenti notturni mirati nelle zona centrali. Ma ora una conferma più diretta e “ortodossa” arriva da chi quotidianamente vive a contatto coi clienti, proprio in pieno centro città. “Posso dire trascorse alcune settimane dalla ripresa, e dopo aver sentito ed essermi confrontato con molti colleghi, che Castelfranco Veneto è una sorta di ‘isola felice’, specialmente nei fine settimana”. A dirlo, dal suo osservatorio privilegiato di via Preti, è Alessandro Coppo, titolare del bistrot San Giustino e referente dell’associazione Dentro/Centro.

Castelfranco Veneto "isola felice" post lockdown per bar e cicchetterie: "Pienone nei fine settimana"

Tanta voglia di spensieratezza

Naturalmente “isola felice” post lockdown  per quanto riguarda proprio il movimento di clienti che hanno ripreso in massa a frequentare il suo locale e non solo.

“Bar e cicchetterie a Castelfranco, dal venerdì sera alla domenica soprattutto, hanno ripreso rapidamente il terreno perduto – spiega Coppo – Personalmente ho la sensazione che nei fine settimana il flusso di clienti sia addirittura superiore al periodo pre pandemia“.

Certo, la voglia di divertirsi e svagarsi dopo mesi così bui, complice anche il bel tempo, è tanta.

“C’è la percezione diffusa che il bar, consumare uno spritz sia più ‘facile” e agile rispetto al sedersi al tavolo di un ristorante – prosegue il titolare del bistrot – Me lo hanno confermato gli stessi ristoratori, che specialmente durante la settimana fanno molta fatica. La gente è attenta a spendere anche se a volte, facendo appunto l’aperitivo al bar, finisce col sborsare più che se andasse a fare la classica cena”.

Tirata d’orecchie agli over 50

Il target della clientela è variegato, c’è un po’ di tutto sia a livello di età che di fasce sociali. Ci sono i gruppi di ragazzini ma anche i 70enni, conferma Coppo. Che in proposito ribadisce un mantra già più volte sottolineato dallo stesso presidente della Regione, Luca Zaia, durante le sue conferenze stampa (a proposito, oggi, martedì 30 giugno 2020, l’ultima di una lunga serie, ndr.)

I meno ligi alle regole non sono, come ci si aspetterebbe, i più giovani ma gli over 50 e 60, che sin dall’inizio sono stati i più restii a mascherine e altre protezioni”, spiega ancora Coppo.

E ora la situazione “mascherine” com’è?

“Mah ormai c’è stato un deciso rilassamento – sottolinea Coppo – Vedo che alcuni non escono neanche più di casa con la mascherina e ordinano direttamente all’esterno del locale per evitare di entrare dentro, dove vige ancora la restrizione dell’utilizzo”.

La “benedizione” del parroco

E a proposito di spazi esterni, molti locali del centro di Castelfranco hanno potuto fruire dell’ampliamento del plateatico che ha dato un po’ di respiro proprio in ottica ripresa.

“Certo, l’Amministrazione comunale ci è venuta incontro con l’indicazione di sfruttare al massimo gli spazi esterni – conclude Coppo – Anche noi, naturalmente con il benestare del parroco, ci siamo allargati verso il Duomo coi tavoli esterni“.

Una decisione che avrebbe anche potuto sollevare alcune perplessità. Tutt’altro invece.

“Ho parlato nei giorni scorsi proprio con don Dionisio Salvadori (monsignore e parroco abate del Duomo, ndr.) e mi ha confermato di essere contento di questa soluzione perché vede tante famiglie e bambini che animano di nuovo il centro e il sagrato“.

Una “benedizione” alla movida (per famiglie) che non t’aspetti.

 

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