Un 33enne di origine albanese, residente a Godega Sant’Urbano, è tornato in libertà dopo due condanne per atti persecutori nei confronti dell’ex compagna.
Il giudice ha disposto la revoca del divieto di avvicinamento alla vittima, misura che imponeva una distanza minima di 500 metri ed era accompagnata dal braccialetto elettronico. La decisione è arrivata dopo le dichiarazioni rese in aula dall’imputato, che ha assicurato “la lascerò in pace”.
Condannato due volte per stalking contro la ex
La 32enne era arrivata in Italia nel dicembre 2022 dopo essere fuggita dalla guerra in Ucraina. A Godega Sant’Urbano aveva ritrovato l’ex marito, titolare di un’attività dove lavorava anche il 33enne.
Tra i due era iniziata una relazione, poi interrotta nel dicembre 2024 dopo un periodo di convivenza. Da quel momento, secondo quanto ricostruito negli atti, il 33enne avrebbe iniziato una serie di comportamenti persecutori legati a gelosia e controllo.
Le denunce documentano messaggi offensivi e minacciosi, pedinamenti e appostamenti sotto l’abitazione della vittima, dove vive con i figli.
In un episodio avvenuto durante la notte di Capodanno, il 33enne si è presentato davanti all’abitazione di un’amica della 32enne, colpendo porta e finestra e inviando ulteriori messaggi intimidatori.
Il primo procedimento si era concluso nel luglio 2025 con una condanna a un anno e due mesi di reclusione, pena sospesa. Nonostante il provvedimento, il 33enne ha continuato a perseguitare la ex compagna, una 32enne di origine ucraina. La reiterazione dei comportamenti ha portato a un nuovo processo e a una seconda condanna a quattro mesi di carcere, in continuazione con la precedente.
Promette di non farlo più e gli revocano il divieto di avvicinamento
Con l’ultima sentenza è arrivata la seconda condanna, ma anche la revoca di tutte le misure cautelari. Il 33enne è quindi tornato libero, senza più restrizioni nei confronti della ex compagna.