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Confartigianato AsoloMontebelluna: “No alle chiusure generalizzate”

Molte le realtà locali che mettono a rischio i loro introiti e che ora si trovano a dover riorganizzare la propria azienda ed il personale.

Confartigianato AsoloMontebelluna: “No alle chiusure generalizzate”
Montebelluna, 27 Ottobre 2020 ore 09:26

Interviene il Presidente di Confartigianato Imprese AsoloMontebelluna, Fausto Bosa.

La denuncia del presidente Bosa

“Stiamo rivivendo lo stesso scenario della scorsa primavera e questa volta gli effetti li conosciamo bene”. Lo denuncia il Presidente di Confartigianato Imprese AsoloMontebelluna, Fausto Bosa. A seguito della pubblicazione del nuovo DPCM del 25 ottobre, sono infatti molte le realtà locali che mettono a rischio i loro introiti, e che si trovano a dover riorganizzare la propria azienda ed il personale.

“Siamo consci della gravità della situazione e delle difficoltà di una presa di decisione come questa, ma forse vi sono delle soluzioni alternative, a nostro parere, che possono conciliare le esigenze di tutti: affidarsi alle Regioni che meglio conoscono il territorio, aumentare il distanziamento sociale, tutelare le fasce deboli più rischio e far chiudere le attività a chi le regole non le rispetta”.

La ribellione pacifica al Dorian Gray

Obiettivo e vera sfida è quindi trovare nuove modalità che possano essere risposta all’emergenza sanitaria, ma che non inducano ad una conseguente emergenza economica, con effetti davvero catastrofici.

“Quello che è successo domenica sera a Maser, in una nostra palestra associata il Dorian Gray, è indice di una ribellione pacifica, una protesta per poter lavorare nel rispetto delle regole, ma temo non sarà l’unica – precisa il Presidente Bosa”.

L’auspicio di “soluzioni diverse”

E infatti una ulteriore risposta dalla Marca trevigiana è arrivata ieri, lunedì 26 ottobre 2020, con la manifestazione promossa da Treviso Imprese Unite.

“La preoccupazione ora è che questa chiusura sia solo un primo step per procedere verso altri piccoli lockdown in altri settori; sinceramente, temo ora per il comparto benessere, che ha invece dimostrato serietà e diligenza nel rispetto dei protocolli anti contagio COVID-19. Auspichiamo allora che si vogliano cogliere soluzioni diverse, aprendo maggiori occasioni di confronto con i rappresentanti delle realtà produttive, perché ricordiamoci che senza le aziende il Paese si ferma.”

 

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