Menu
Cerca
Carabinieri

Controlli anti droga a Mogliano, albanese in manette: la cocaina nascosta nei peluche dei figli

L’intervento è l’ultima derivazione delle indagini partite a luglio che hanno portato all’arresto di sei spacciatori, proprio in vari territori tra Mestre-Marcon-Casale sul Sile e Mogliano.

Controlli anti droga a Mogliano, albanese in manette: la cocaina nascosta nei peluche dei figli
Cronaca Treviso, 12 Febbraio 2021 ore 12:07

Stazione Carabinieri di Marcon (VE), gli arresti per spaccio di cocaina sin da luglio salgono a otto.

Controlli anti droga a Mogliano, albanese in manette

Altro intervento anti droga da parte della Stazione Carabinieri di Marcon, ancora a seguito di una duplice perquisizione domiciliare delegata a Marcon e Mogliano Veneto, su mandato della Procura di Treviso, che ha portato all’arresto in flagranza di reato per detenzione al fine di spaccio di stupefacenti di due albanesi T.A. 40enne e D.R. del 1989, residenti rispettivamente a Mogliano e Marcon, evidentemente collegata ad una cospicua attività di spaccio di sostanze stupefacenti, nello specifico “cocaina”, sull’area più a Est della giurisdizione di questo Comando, nel territorio a cavallo tra le due province, con mote arterie viarie che di intersecano e che collegano la grande area commerciale del Valecenter con le vie per il mare e la Marca.

L’intervento, come detto, è da considerare l’ultima derivazione delle indagini partite a luglio e che nel corso dei mesi hanno portato all’arresto di sei spacciatori, proprio in vari territori tra Mestre-Marcon-Casale sul Sile e Mogliano.

L’attività investigativa, sotto la supervisione della Procura trevigiana, è proseguita con attività tecniche e accertamenti sul posto. La bontà del lavoro dei militari di Marcon ha consentito di richiedere ed ottenere due decreti di perquisizione nei confronti di due cittadini albanesi, accusati di gestire delle piccole reti di spaccio, con molti tratti in comune con quelle già smantellate ai “colleghi” già in carcere.

Controlli anti droga a Marcon: arrestati in flagranza di reato due albanesi

I precedenti

In particolare, l’albanese residente a Marcon è ben noto ai Carabinieri poiché già arrestato nel 2019 dai colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia di Mestre che lo avevano pizzicato mentre spacciava approfittando del piccolo box/bar che gestiva sull’isola del Tronchetto a Venezia, traendolo in arresto.

Anche questo precedente aveva indirizzato quindi i sospetti dei Carabinieri, che avevano quindi richiesto le perquisizioni per lui e per il sodale, poi autorizzate dall’Autorità giudiziaria. Le accuse hanno trovato ieri pieno riscontro poiché nell’appartamento di Marcon, anche grazie al fiuto dei cani specializzati per la ricerca di stupefacente della Polizia Locale di Venezia e della Stazione Carabinieri Aeronautica Militare di Istrana, sono stati trovati oltre 2 chilogrammi di cocaina (che immessa sul mercato avrebbe potuto fruttare almeno 200.000 Euro), nonché quasi due etti di hashish, più tutto il “kit” del perfetto spacciatore: bilance, sacchetti e telefoni per i contatti. I militari hanno altresì trovato mille e seicento Euro in contanti, probabilmente il provento dello spaccio di alcuni giorni. Tutto è stato posto in sequestro.

I Carabinieri hanno proceduto con la denuncia in stato di libertà con le stesse accuse anche della moglie pure albanese dell’uomo D.M. classe 1994, accusata di essere complice dello spaccio, ma con un ruolo comunque in fase di approfondimento.

La perquisizione con "sorpresa" a Mogliano

Le sorprese non mancano anche nella perquisizione dell’appartamento di Mogliano, dove il “tartufo” del cane punta dritto alla camera da letto dei bambini e poi sul lettino, per scoprire che 100 grammi di cocaina erano stati improvvidamente nascosti nella pancia di due peluches. Anche qui vengono poi rinvenuti bilancini, sacchetti e telefoni cellulari (nel numero di sei) e addirittura duemila e cinquecento Euro in contanti.

Al termine delle formalità, i due stranieri sono stati posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il moglianese agli arresti domiciliari, mentre il “veneziano” portato in carcere a Santa Maria Maggiore.