Da ieri al via

Coronavirus, indagine di sieroprevalenza: ecco in quali Comuni Trevigiani viene effettuata

I soggetti che dovessero risultare positivi saranno sottoposti a tampone naso-faringeo a cura del locale Dipartimento di Prevenzione per confermare la possibile contagiosità.

Treviso, 26 Maggio 2020 ore 11:16

Anche in Veneto partita l’indagine trasversale di siero-prevalenza sul SARS-CoV-2 condotta in Italia dal Ministero della Salute e dall’ISTAT su un campione di oltre 150mila persone.

Volontari formati dalla Cri

E’ partita ieri, lunedì 25 maggio,  anche in Veneto,  l’indagine trasversale di siero-prevalenza sul SARS-CoV-2 condotta in Italia dal Ministero della Salute e dall’ISTAT su un campione di oltre 150mila persone. A seguito dell’accordo con il Ministero della Salute, Croce Rossa Italiana darà il proprio supporto all’indagine, i cui dati saranno consegnati in forma anonima, in ogni Regione.
 In Veneto il tutto viene gestito da volontari e operatori dei Comitati locali, selezionati dal Comitato Regionale di Croce Rossa e adeguatamente formati: un’attività di call center e monitoraggio che gli operatori condurranno dalle sedi dei Comitati o dalle proprie abitazioni, connettendosi alla piattaforma informatica sviluppata dal Ministero della Salute.

Ecco in quali Comuni Trevigiani verrà effettuata

Sono ben 35 i comuni trevigiani (2000  in Italia) scelti per l’indagine epidemiologica: si tratta di Asolo, Carbonera, Castelfranco Veneto, Conegliano, Farra di Soligo, Fontanelle, Gaiarine, Gorgo al Mantico, Loria, Mareno di Piave, Miane, Mogliano Veneto, Montebelluna, Morgano, Motta di Livenza, Nervesa della Battaglia, Oderzo, Paese, Pederobba, Pieve di Soligo, Ponzano, Preganziol, Quinto di Treviso, Refrontolo, Roncade, Salgareda, San Fior, San Pietro di Feletto, Trevignano, Treviso, Vedelago, Villorba, Vittorio Veneto, Volpago del Montello, Zero Branco.

L’obiettivo

Obiettivo principale dello studio, auspicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è valutare la risposta anticorpale raggiunta nel corso del tempo nei confronti di SARS-CoV-2 e le differenze tra le diverse fasce d’età, sesso, regione di appartenenza ed attività economica e altri fattori di rischio.

Ministero della Salute e Istat, con la collaborazione della Croce Rossa Italiana, a partire da lunedì 25 maggio, avvieranno un’indagine di sieroprevalenza dell’infezione da virus SARS-CoV-2 per capire quante persone nel nostro Paese abbiano sviluppato gli anticorpi al nuovo coronavirus, anche in assenza di sintomi. Il test verrà eseguito su un campione di 150mila persone residenti in 2mila Comuni, distribuite per sesso, attività e sei classi di età. Gli esiti dell’indagine, diffusi in forma anonima e aggregata, potranno essere utilizzati anche per altri studi scientifici e per l’analisi comparata con altri Paesi europei. Per ottenere risultati affidabili e utili è fondamentale che le persone selezionate per il campione aderiscano. Partecipare non è obbligatorio, ma conoscere la situazione epidemiologica nel nostro Paese serve a ognuno di noi. Le persone selezionate saranno contattate al telefono dai centri regionali della Croce Rossa Italiana per fissare, in uno dei laboratori selezionati, un appuntamento per il prelievo del sangue. Il prelievo potrà essere eseguito anche a domicilio se il soggetto è fragile o vulnerabile. Al momento del contatto verrà anche chiesto di rispondere a uno specifico questionario predisposto da Istat, in accordo con il Comitato tecnico scientifico. La Regione comunicherà l’esito dell’esame a ciascun partecipante residente nel territorio. In caso di diagnosi positiva, l’interessato verrà messo in temporaneo isolamento domiciliare e contattato dal proprio Servizio sanitario regionale o Asl per fare un tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità. La riservatezza dei partecipanti sarà mantenuta per tutta la durata dell’indagine. A tutti i soggetti che partecipano, sarà assegnato un numero d’identificazione anonimo per l’acquisizione dell’esito del test. Il legame di questo numero d’identificazione con i singoli individui sarà gestito dal gruppo di lavoro dell’indagine e sarà divulgato solo agli enti autorizzati.

Lo spot

Su tutte le reti Rai, sarà in onda uno spot dedicato all’indagine e locandine saranno affisse nelle farmacie e nelle parafarmacie, grazie alla collaborazione offerta da Federfarma e dalla Federazione dell’Ordine dei Farmacisti Italiani (FOFI).

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