Treviso

Corsa al Postamat che ti dava per errore 50 euro se ne prelevavi 20: boom di indagati

Era successo lo scorso agosto alle Poste di San Liberale a Treviso. Non appena si era diffusa la voce, l'Atm era stato preso d'assalto anche con ricariche "strategiche".

Corsa al Postamat che ti dava per errore 50 euro se ne prelevavi 20: boom di indagati
Cronaca Treviso, 08 Luglio 2021 ore 12:56

Individuati tutti i responsabili dei prelievi fraudolenti effettuati presso le Poste di San Liberale a Treviso (foto copertina d'archivio).

Corsa al Postamat che ti dava per errore 50 euro

Si è conclusa nei giorni scorsi l’articolata indagine della Squadra Mobile di Treviso, che ha consentito di individuare tutti i responsabili dei prelievi fraudolenti effettuati presso le Poste di San Liberale a Treviso.

In particolare, nel mese di agosto del 2019, personale dell’ufficio postale “Treviso 5 –San Liberale”, nel ricaricare il Postamat, aveva invertito erroneamente le cassette contenenti rispettivamente le banconote da euro 20 e da euro 50, così che, per un’intera giornata, agli utenti che fruivano dell’ATM venivano erogate somme superiori a quelle formalmente richieste.

Corsa al Postamat che ti dava per errore 50 euro se ne prelevavi 20: boom di indagati

La notizia di tale anomalo funzionamento si era diffusa rapidamente e alcune persone, in malafede, avevano effettuato indebiti prelievi, così lucrando le eccedenze erogate. Nei giorni a seguire, infatti, solo alcuni utenti restituivano le somme indebitamente percepite, mentre la maggior parte, nonostante la ricezione di telefonate e lettere raccomandate, aveva trattenuto il denaro illecitamente prelevato, arrecando all’ente un danno
complessivo di circa 10.000 euro.

Le ricariche "al volo" per lucrare ancora di più

A seguito di un’articolata attività di indagine, la Squadra Mobile ha identificato tutti i soggetti responsabili, individualmente o in concorso, dei prelievi fraudolentemente effettuati, accertando, tra le altre cose, che, nella pressoché totalità dei casi, tali prelevamenti erano stati preceduti da ricariche effettuate pochi minuti prima, con la chiara finalità di lucrare il denaro erogato in eccedenza rispetto alla somma formalmente richiesta.

Tra i responsabili delle condotte illecite figuravano diversi componenti di famiglie rom residenti a Treviso, che hanno operato in concorso tra loro e che in un caso si sono avvalsi anche della collaborazione di un minore non imputabile.

Venti indagati

Nei giorni scorsi tutti i 20 indagati sono stati convocati negli uffici della Squadra Mobile per la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso nei loro confronti dalla locale Procura della Repubblica, che, condividendo le risultanze investigative di questo ufficio, ha ipotizzato nei confronti dei predetti il reato di concorso in furto pluriaggravato e continuato.