Da Montebelluna in Mongolia con un furgone

L'avventuroso viaggio del professor Giulio Montanari, dell'Istituto Einaudi, fino alla capitale Ulan Bator.

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Da Montebelluna in Mongolia con un furgone. Il 6 luglio finiti gli esami di maturità all'istituto Einaudi il professor Giulio Montanari di Montebelluna è partito per la Mongolia, con un modulo abitativo (una sorta di mini-camper), ed ha già percorso 11.500 km arrivando in questi giorni nella capitale Ulan Bator (in lingua locale Ulaanbaatar).
Un viaggio incredibile tra paesaggi mozzafiato e culture diversissime e ricche di arte e storia.
Tradizioni e umanità che hanno conquistato non solo Giulio ma anche i tanti amici che seguono i suoi spostamenti attraverso i suoi interessanti resoconti su Facebook.
«Fatti 11.500 km ed arrivato ad Ulaan Baatar – ha scritto pochi giorni fa -. Attraversare la Russia è stata una bella esperienza: se si viaggia per cambiare le nostre idee è stato un viaggio utile. La Russia è un paese più libero e sicuro di quanto non credessi. La polizia è gentile e sorridente: più interessati a vedere il mio "camper" che a trovare documenti fuori posto. I Russi sono ospitali: ogni volta che ho campeggiato a meno di 100 metri da dei russi mi hanno invitato a cena, cosa capitata pure in alcuni ristoranti: birra, vodka e foto ricordo a fiumi. I complottisti ci sono ovunque: qui alcuni pensano che gli incendi in Siberia siano provocati appositamente per nascondere i tagli illegali degli alberi. Chi vive in Siberia, invece, conosce la terra e sa che spegnere un incendio di vaste proporzioni è impossibile anche se vicino ad una strada, figuriamoci a 50-100 km dalla strada più vicina... Il suolo poi è praticamente torba e si incendia pure quello».
Incontri incredibili per Giulio in questo viaggio dalla carovana di auto della Parigi-Pechino, i treni della transiberiana e un inaspettato meeting di sciamani che come spiega: «… si sono riuniti per celebrare dei riti al fine di invocare la pioggia per spegnere gli incendi che stanno devastando la Siberia. Ci sono delle nuvole in cielo ma la foschia che si vede è il fumo degli incendi, non nebbia come credevo io». In realtà il viaggio non è finito come spiega Giulio che non è nuovo a simili imprese (Madagascar, India…) e tornerà a Montebelluna solo a dicembre: «Il viaggio continuerà in Kazakistan, Uzbekistan (Samarcanda è un mito quando eravamo bambini e quindi sarà forse questa la vera "meta"). Poi rientro per Azerbaigian, Georgia e Turchia previsto per fine dicembre o primi di gennaio… Un’altra considerazione: ma ci rendiamo conto in quanti paesi è impossibile andare a causa di guerre più o meno dichiarate?».

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