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Elezioni Castelfranco, il sindaco Marcon ci ripensa: "Mi ricandido"

Stefano Marcon, che è anche presidente della Provincia, fa dietrofront e decide di ricandidarsi. Respinte al mittente le insinuazioni sulla motivazione.

Elezioni Castelfranco, il sindaco Marcon ci ripensa: "Mi ricandido"
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Elezioni Castelfranco, il sindaco Marcon ci ripensa: "Mi ricandido"

"Non mi candido più, anzi sì". Dietrofront improvviso nei giorni scorsi del sindaco uscente di Castelfranco Veneto, Stefano Marcon, che agli albori della campagna elettorale per le prossime amministrative si era subito chiamato fuori dalla corsa alla possibile riconferma "per motivi personale e familiari". Poi però le festività natalizie devono aver portato consiglio ed ecco il colpo di scena. "Sì, l'affetto della gente e la richiesta del partito (la Lega, ndr.) mi hanno indotto a ripensarci - spiega ora il primo cittadino - Oltretutto sono riuscito a trovare alcuni accorgimenti per sistemare le questioni personali che inizialmente mi avevano portato a prendere la decisione di lasciare". Di certo con la scelta di tornare in corsa per la poltrona di sindaco, le possibilità di una riconferma del Centrodestra la prossima primavera aumentano sensibilmente.

Dalle parti di Forza Italia: il commento del vice Giovine

"È stato attivato, su indicazione dei vertici regionali, il Comitato della sezione di Castelfranco Veneto di Forza Italia il quale avrà l’incarico, nella piena ufficialità, di dialogare con le Forze politiche del Territorio in vista della tornata elettorale di Primavera". Così recita una nota del partito diffusa nei giorni scorsi.
"Del Comitato fanno parte l’attuale vicesindaco, Gianfranco Giovine ed i consiglieri di maggioranza Claudio Bergamin, quale capogruppo in Consiglio comunale e Fiorenzo Basso presidente della VI Commissione Ambiente ed attività produttive. A loro inoltre il compito di raccogliere i sostegni e le adesioni per la composizione della lista che si presenterà compatta alle elezioni comunali nella strada maestra che esprime la salda posizione del Partito quale espressione del centro moderato.  Il gruppo di lavoro fa sin da ora appello alle varie componenti della Società civile castellana e più in generale ai Cittadini di buona volontà, per valutare un impegno civico a favore della Comunità, per un’azione concreta di disponibilità e passione per la res publica. A tal proposito i tre componenti del Comitato sono a disposizione per approfondire ogni ipotesi di disponibilità ma soprattutto per sviluppare tematiche di comune interesse". Questa invece la dichiarazione di Gianfranco Giovine a nome del Comitato locale di Forza Italia: «Ormai al termine di questo quinquennio, con rinnovato entusiasmo progettiamo il futuro che vede ancora Forza Italia a rappresentare quanti si ritrovano con le idee e progetti per una Castelfranco moderna, sicura ed accogliente. Colgo l’occasione per esprimere la piena soddisfazione, dopo la notizia di questi giorni, della disponibilità da parte del sindaco Marcon, di valutare il proseguo nel percorso amministrativo, che permetterebbe, se i Cittadini rinnoveranno la fiducia, di completare tutti quei progetti in itinere che in soli quattro anni e mezzo, con i lacci della burocrazia e soprattutto le risorse limitate, non si è riusciti a portare a termine».

Sartoretto sibillino sul ripensamento: "Solo un gioco di careghe"

Ecco infine le dichiarazioni del capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Sebastiano Sartoretto, sulla richiesta della lega provinciale accettata da Marcon: "Non entro nel merito del dibattito interno ad un altro partito. Certo che essere costretti a obbligare un Sindaco a ricandidarsi, non è un bel segnale! Marcon ha fatto poco o niente nei 5 anni appena trascorsi, figuriamoci cosa potrebbe fare nei prossimi 5. Evidentemente i vertici regionali e provinciali leghisti non hanno ritenuto nessun altro esponente castellano del centrodestra in grado di fare il candidato. Rifiuto, invece, di credere a quello che in molti stanno dicendo in queste ore in Città ovvero che Marcon si ricandidi per non dover rinunciare alla ricca busta paga, da oltre 6.000 euro al mese, che percepisce come Presidente della Provincia e che non percepirebbe più se non fosse più Sindaco. Comunque sia, tutte queste motivazioni non hanno il bene della Città come reale obiettivo ma solo un gioco di careghe."

Pronta la replica nel merito dello stesso Marcon: " "Lo ringrazio per il fatto di non credere che la motivazione del mio ripensamento sia di natura economica, come infatti non è, mi fa solo specie che un consigliere provinciale esperto come Sartoretto non conosca la normativa (cambiata dal 1 gennaio 2020 con l'equiparazione del compenso del presidente della Provincia a quella del sindaco di capoluogo, ndr.).

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