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Emergenza case di riposo, Zaia: "Pronta la task force"

Tantissime richieste di supporto psicologico: la partita però si gioca questa settimana.

Emergenza case di riposo, Zaia: "Pronta la task force"
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Si sta preparando una nuova ordinanza, dato che il picco dei contagi è programmato per il 15 aprile: bisogna valutare il trend prima di tornare ad una vita normale.

Una nuova task force per le case di riposo

Paghiamo lo scotto di quella che diventerà la storia di questo virus: è il virus delle case di riposo, come accade in tante altre regioni. Oggi è stata predisposta una task force che potrà procedere tutti i giorni con i tamponi in ogni struttura. Inoltre, si è deciso di separare le aree con positivi e non. In totale, ci sono 30.000 ospiti nelle strutture da esaminare ma si vive confinati e questo crea il contesto ideale per la diffusione del virus. Il presidente specifica che i dispositivi sono forniti da giorni perché prima non c’era offerta di materiale:

“abbiamo comprato 13 milioni e mezzo di mascherine (…) stiamo andando a regime”

Ogni mattina, viene mandato il fabbisogno alle strutture ospedaliere e di ricovero, più una partita da suddividere a chi le richiede, in base alla disponibilità. Adesso si andrà verso una normalizzazione delle forniture, per tutti.
Sempre a proposito delle case di riposo. L’idea è di separare positivi e negativi, sia in loco che spostando i pazienti, ragionando per maggioranza (se ci sono 50 ospiti positivi e 5 negativi, si spostano i negativi).
Dopo aver parlato con il prof. Rizzuto, Rettore dell’Università di Padova, è emerso che anche studenti e docenti della facoltà di medicina vogliono affiancare la regione in questa partita per la cura nelle case di riposo: verranno quindi mandati anche i giovani medici ad effettuare i tamponi nelle diverse strutture.
Una nota su Merlara: sono arrivati ieri tre infermieri militari per curare le 2000 persone ricoverate e tutte positive in casa di riposo.

“Come andare in una giungla con un machete”

Vivere tutti con la mascherina, avere norme igieniche estreme e se possibile avere servizi igienici separati

Queste le prescrizioni per chi convive con un contagiato. Da adesso, entro cinque giorni dalla segnalazione verranno fatti i controlli anche su chi convive con un contagiato, accelerando così i tempi e mirando ad un intervento immediato. La vera svolta sarà poi la già discussa possibilità di avviare la terapia con il nuovo farmaco direttamente a casa.

Novità anche sul fronte dell’acquisto dei macchinari. Il primo strumento acquistato si trova a Padova e produce 7000 tamponi al giorno e si sta pensando di acquistarne anche un secondo. Sono stati acquistati anche 752.500 test rapidi: questi non sostituiscono il tampone ma servono a tracciare la presenza degli anticorpi, il che è comunque utile dato che è stato provato che dopo cinque giorni di sintomi il corpo inizia a reagire.
C’è però un problema: è stato già registrato un caso di reinfezione e questo impedisce di pensare ad un ritorno alla vita normale che, quando ci sarà, sarà lento e graduale.

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