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Ex Casa del Sole, una colonia storica in stato di abbandono

A Pederobba la struttura di via Berengan è stata anche sede del Seminario Patriarcale di Venezia tra il 1910 e il 1914

Ex Casa del Sole, una colonia storica in stato di abbandono
Montebelluna, 28 Luglio 2019 ore 20:42

Ha chiuso i battenti da quasi quarat’anni (1982) e da quella data si trova in uno stato di costante abbandono. Si tratta dell’ex Casa del Sole, la Colonia Pedemontana di via Berengan, situata nella parte alta di Pederobba. Una villa del 1680 di proprietà del Comune di Treviso dimora di famiglie patrizie tra le quali quella del poeta veneziano Francesco Negri, e dimora del Seminario Patriarcale di Venezia tra il 1910-14. Il palazzo vene quasi completamente distrutto nel corso del primo conflitto mondiale dopo essere stato trasformato in ospedale da campo. Un istituto permanente che accoglieva fanciulli gracili, ma sani, orfani e/abbandonati dalle loro famiglie, come veniva descritto dalla Congregazione di Carità di Treviso. Un immobile che disponeva di scuole interne per l’istruzione primaria, officine scuola, e una ampia colonia agricola, con annesso orto, frutteto, e vigneto. Un servizio gratuito per ragazzi e dozzinanti che pagavano una retta a quei tempi, di 7 lire al giorno, se in soggiorno permanente, e una in più se in soggiorno temporaneo di villeggiatura estiva ed autunnale. Infatti oltre alle normali frequentazioni delle classi elementari, riconosciute e sovvenzionate dallo Stato, durante l’estate le presenze (oltre 400 gli ospiti) erano infoltite dai ragazzi provenienti da altri istituti. Le Colonie della Congregazione di Carità di Treviso della quale faceva parte quella di Pederobba, erano istituite già dal primi del novecento, per far fonte alla lotta contro la tubercolosi, in collegamento con il Dispensario Antitubercolare di Treviso. L’Istituto pederobbese ubicato in una posizione ottimale dal punto di vista logistico e climatico, disponeva di 160 posti letto, ampie aule scolastiche e palestra con campo di calcio, al suo interno una cappella. Inizialmente accoglieva ragazzi di sesso maschile, e dal 1929 è stato attivato il reparto femminile (nella foto) diretto dalle Suore Missionarie di Gemona, in una viletta adiacente, con la disponibilità di 50 posti letto. Le ragazze potevano frequentare le scuole elementari, e quelle più grandicelle avevano la possibilità di imparare le prime nozioni della donna di casa nel lavoro di ago e filo, taglio, e maglieria. Parallelamente all’impegno scolastico, i ragazzi avevano la possibilità di imparare le prime nozioni artigianali, riparazioni meccaniche di bici e macchine, falegnameria, panificazione, calzoleria, e pratica agricola. I giovani orfani o abbandonati potevano rimanere nell’Istituto fino al compimento dei 18 anni e nel contempo frequentare un corso di studio superiore. I ragazzi potevano ottenere anche la patente agraria avendo a disposizione ben 19 ettari di terreno adatto alle più svariate coltivazioni. Un’attività durata quasi 60 anni, e da quasi 40 rimane nell’oblio e soprattutto in un degrado sempre maggiore, dopo che un imprenditore della zona aveva tentato di riqualificare l’immobile, senza fortuna.