A Castelfranco

Fase 2, più traffico ma poca gente in giro: “Non è come accendere un interruttore” VIDEO E GALLERY

Primo lunedì di riapertura, piazza Giorgione e portici deserti: "Ripartire non è semplice né immediato".

Castelfranco, 04 Maggio 2020 ore 15:14

Un giro per strade e piazze di Castelfranco Veneto. Più traffico veicolare, ma le persone in giro sono ancora poche.

Fase 2 iniziata ufficialmente

Più auto in giro, specialmente in quelli che una volta – verrebbe da dire – chiamavamo “orari di punta”. Ma per il resto la Città del Giorgione è ancora decisamente sonnecchiante, “paralizzata” in un torpore che non sarà così semplice scacciare via. Poca gente per le strade, piazze  e luoghi simbolo praticamente deserti. Certo, è un lunedì: ma non un lunedì qualsiasi. E’ “IL lunedì”, l’avvio della cosiddetta Fase 2 e di una riapertura per molte imprese che, sulle principali arterie, ha riversato di sicuro un volume più consistente di traffico, ma che sembra aver lasciato piuttosto “congelato” tutto il resto.

Un sopralluogo a Castelfranco

Partendo da Borgo Treviso si nota subito un maggior via vai di macchine in strada. Incrociamo dal suo osservatorio privilegiato Catia De Guz, edicolante, che conferma la prima impressione:

“Sono qui dalle 5.30 di stamattina – esordisce – Il maggior flusso di traffico oggi è evidente, c’è più gente in giro in auto. Soprattutto stamattina presto molti probabilmente iniziavano il turno al lavoro e c’è stato un via vai che nei giorni precedenti non si vedeva ormai più”.

Piazza Giorgione “addormentata”

Raggiungiamo il centro, piazza Giorgione, che senza i bar aperti – luoghi di socializzazione per eccellenza – risente pesantemente del “lockdown” (anche ora che è finito). Colpiscono in particolare i portici, deserti. Oggi, con questa bella giornata di sole, sarebbero stati sicuramente meno spettrali. Ci fermiamo anche da Manuela Bisello, che gestisce il chiosco edicola in piazza. Un punto d’osservazione privilegiato sui movimenti dei castellani, altroché droni:

“C’è qualcuno in più che ora si fida maggiormente a uscire per comprare il pane e allora si ferma a scambiare due parole, altrimenti in giro c’è ancora il deserto – spiega – Sì qualche macchina in più, ma di gente se ne vede ancora poca fuori”.

Gli unici piccoli “capannelli” li incrociamo sistematicamente fuori dagli istituti di credito. E’ lì, nei pressi di banche e sportelli, che – con le dovute distanze – si incontra qualche sparuta fila. Tutti, in generale, indossano mascherine e quasi tutti hanno i guanti (l’alternativa del gel igienizzante è comunque consentita e valida). Chi non ha sulla bocca protezioni è perché sta fumando una sigaretta o parlando in quel momento al cellulare.

Stazione treni e autobus: tutto tace

Dopo aver attraversato anche il parcheggio di via Podgora, che con le scuole aperte, negli orari di uscita degli studenti, è sempre sovraffollato e pieno di ragazzi in attesa di prendere l’autobus, e ora invece si presenta anch’esso desolatamente vuoto, torniamo verso Borgo Treviso. Non prima di transitare anche per Borgo Pieve e davanti alla stazione dei treni. Il panorama è sempre lo stesso: poca gente, neanche l’ombra (e no de vin) di un assembramento. Prima di rincasare ci fermiamo da Pietro Missiaggia del distributore “Ip” di Borgo Treviso. Anche lui, che di auto e traffico ne vede(va) tutti i giorni, ci lascia un suo pensiero, non scontato e che induce a riflettere:

Non è un interruttore che si accende e spegne purtroppo, ci vorrà del tempo prima che la gente torni a fidarsi del tutto e a riprendere le abitudini di prima – sottolinea – Vale per noi come per le attività che ancora non hanno riaperto”

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