Sul femminicidio di Vanessa Ballan, avvenuto il 19 dicembre 2023 a Riese Pio X, si è chiuso definitivamente il caso giudiziario. Bujar Fandaj, reo confesso dell’omicidio della 27enne, ha scelto di rinunciare al ricorso in appello dopo la sentenza di primo grado dello scorso luglio 2025.
Pena ricalibrata
Questa scelta da parte dell’imputato genera così una ricalibrazione della pena, prevista dalla “Riforma Cartabia”. Fandaj, infatti, non sconterà l’ergastolo, ma 26 anni e 10 mesi di carcere proprio perché, dopo la condanna in primo grado in Corte d’Assise a Treviso, ha deciso di non ricorrere in appello.
Questa decisione, tuttavia, è arrivata proprio in occasione dell’apertura del processo di secondo grado, circostanza che inizialmente avevano voluto attuare il 42enne kosovaro coi suoi legali. L’intesa tra accusa e difesa chiude così l’iter processuale: l’imputato ha uno sconto di pena e la procura ha un vantaggio in termini di economia processuale.
Il giorno del femminicidio
Come anticipato, Vanessa Ballan, madre di un bambino di 4 e in attesa del secondo, è stata uccisa il 19 dicembre 2023.
La 27enne è stata colpita da Fandaj otto volte con un coltello. All’origine del femminicidio c’è stato il rifiuto da parte del 42enne kosovare della fine della loro relazione, terminata l’estate precedente, acuita anche dalla gelosia che lui provava nei suoi confronti.
Una situazione tesa e complicata, per la quale Vanessa era già arrivata a denunciarlo per revenge porn e stalking, dato che Fandaj aveva inviato al nuovo fidanzato della 27enne alcuni video dei rapporti sessuali avuti con lei.
Il 19 dicembre, il kosovaro è giunto a casa di Vanessa in bici. Non aveva usato l’auto per evitare che i targa system rilevassero il suo veicolo vicino all’abitazione dell’ex compagna. Verso le 11,20 ha scavalcato la rete in giardino, ha poi infranto la porta finestra sul retro, entrando così in casa. A quel punto la brutale aggressione che ha portato alla morte della 27enne.
Nel tentativo di crearsi un alibi, dopo l’omicidio, Fandaj si è recato al bar. Prima che potesse lasciare Riese Pio X e l’Italia, tuttavia, i Carabinieri sono riusciti ad arrestarlo poche ore dopo il ritrovamento del corpo di Vanessa. A quel punto, il 42enne ha confessato il delitto.