Treviso

Finti vaccini agli amici per ottenere il Green Pass: l'inchiesta trevigiana si allarga

Nel mirino degli inquirenti ci sarebbero altri operatori sanitari segnalati per comportamenti sospetto. Quello dell'infermiera potrebbe non essere un caso isolato, ma solo la punta dell'iceberg.

Finti vaccini agli amici per ottenere il Green Pass: l'inchiesta trevigiana si allarga
Cronaca Treviso, 08 Settembre 2021 ore 08:04

Vaccini per finta agli amici, l'inchiesta che ha coinvolto un'infermiera trevigiana sembra destinata ad allargarsi.

Finti vaccini agli amici per ottenere il Green Pass

Potrebbe non essere un caso isolato, ma solo la punta dell'iceberg di un "sistema" più ampio e collaudato: vaccini inoculati per finta agli amici "no vax" in modo da far ottenere loro l'agognato lasciapassare del Green Pass.

Si allarga l'inchiesta che, al momento, ha coinvolto un'infermiera 48enne, Elena Venzo, che operava al Vax Point di Villorba, iniettando - questa l'accusa - "falsi" vaccini: ovvero veniva fatta la puntura, ma senza alcun siero all'interno realmente somministrato all'amico di turno.

Si indaga su altri operatori sanitari

Nel mirino degli inquirenti ci sarebbero ora altri operatori sanitari attivi nei centri vaccinali della Marca trevigiana, segnalati dalle stesse autorità sanitarie per comportamenti definiti sospetti. Un'indagine che, vista anche l'ampia mole di intercettazioni, sembra dunque destinata ad allargarsi a macchia d'olio.

Il tutto era partito dal blitz della Polizia all'ex Maber di Villorba, lo scorso 2 settembre, con cui gli agenti avevano praticamente sorpreso la Venzo in flagranza, poco dopo che la stessa - che ora deve fronteggiare le accuse di omissione di atti d'ufficio e falso ideologico - aveva inoculato la "dose" a un'amica insegnante, costretta alla vaccinazione per non perdere la cattedra ma terrorizzata all'idea della somministrazione.

Il contenuto delle siringhe gettato via

Un modus operandi, quello di svuotare il contenuto delle siringhe per poi gettarlo via e praticare una finta vaccinazione, che gli investigatori ritengono che l'infermiera - la quale pure risulta vaccinata con entrambe le dosi - avrebbe esercitato in almeno una decina di casi: tutti legati ad amici o conoscenti.