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Focolai Covid Veneto, Zaia: "Ne abbiamo 38, di cui 19 autoctoni". Pronta nuova ordinanza

I dati nazionali parlano chiaro: il 70% dei positivi è asintomatico.

Focolai Covid Veneto, Zaia: "Ne abbiamo 38, di cui 19 autoctoni". Pronta nuova ordinanza
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Conferenza stampa oggi, lunedì 27 luglio 2020.

Il bollettino

Oggi il Governatore ha fatto il punto della situazione sui contagi in Veneto, la conferenza è iniziata con il consueto bollettino che è stato confrontato con i dati del 18 maggio: 19.825 positivi (18.950 il 18 maggio), in isolamento il 18 maggio c’erano 3870 persone, oggi sono 2.717 (-1.153), i dimessi il 18 maggio era 3.187, oggi sono 3.741 (+554), i ricoverati il 18 maggio erano 541, con 263 positivi e 278 negativi, oggi ci sono 114 ricoverati, 31 positivi, 83 negativi (-427). Nelle terapie intensive il 18 maggio c’erano 51 persone, oggi 6 tutti negativi (-45). Totale morti 1.803 al 18 maggio, oggi 2.064 (+261). I morti in ospedale il 18 maggio erano 1.322 oggi sono 1.444.

La situazione focolai

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia ha esordito:

“Oggi ci sono 38 focolai esistenti, 19 autoctoni, domestici, casalinghi quindi di casa e 19 importati, stranieri. Le considerazioni che dobbiamo fare sono: non abbassare la guardia, il virus non se n’è andato, sicuramente ha segnali diversi rispetto all’inverno. E’ fondamentale rispettare le indicazioni del dpcm quindi l’uso della mascherina nei locali chiusi e dove ci sono assembramenti, igienizzazione delle mani”.

Il 70% dei positivi nazionali sono asintomatici

Zaia ha sottolineato inoltre che:

“Clinicamente l’impatto con il virus non c’è, con 6 persone in terapie intensiva e 114 persone in ospedale, possiamo dire che l’impatto delle terapie intensive è basso, non siamo davanti a una situazione drammatica però questo non vuol dire che facciamo la festa della liberazione. Siamo davanti al 70% dei positivi asintomatici, un altro aspetto dell’evoluzione clinica è che l’età si è abbassata del positivo a 40 anni. E’ un dato a livello nazionale, se vedete i dati nazionali dei bollettini si parla del 70% di asintomatici, inoltre c’è la diminuzione di 20 anni sui contagi. Questa fascia d’età in virtù degli assembramenti e della scarsa attenzione rispetto all’anziano che si sente più in pericolo”.

L’aumento dei focolaio

Il Governatore ha parlato dei diversi casi di focolai a partire dal 10 di luglio:

“Abbiamo avuto una diminuzione dei focolai fino ai primi di luglio, poi dopo il 10 luglio abbiamo avuto un aumento portato da casi extra europei, casi stranieri. Mi riferisco al tema badanti, alla Serbia, alla Moldavia, ai paesi africani, alla Croazia. Abbiamo focolai importati da fuori in questo periodo di ricongiungimento con i familiari. I centri estivi al minimo contatto si isolano e si va a vedere dove sono andati in vacanza i bimbi la scorsa settimana.

Attesa per la validazione dei test rapidi

Zaia ha ricordato poi i test rapidi:

Siamo in attesa della validazione del test rapido ma no come vezzo, qualcuno non ha capito cosa accadrà in autunno, con un colpo tosse, febbre o mal di gola si chiederà il tampone, pensate ai pediatri che visitano un bambino con tosse o malattie chiederanno tampone”.

In arrivo la nuova ordinanza

Il Governatore ha poi annunciato la nuova ordinanza:

In settimana ci faremo vivi per la nuova ordinanza, ricordo che il dcm scade il 31 luglio 2020 come anche lo stato emergenziale. Non ci resta che capire il Governo che misure rinnoverà quindi facilmente la mascherina nei luoghi chiusi e l’uso del gel, capire se ci sarà o meno lo stato emergenziale. Andremo inoltre a presentare il nuovo piano di sanità pubblica pensato per l’autunno e l’inverno per essere pronti, non so dirvi se tornerà il virus ma noi saremo pronti”.

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