Tratto finale

Fonda ferroviaria Montebelluna: lavori in corso per il recupero

Un intervento reso possibile grazie alla complessa e lunga trattativa con RFI ed il Consorzio Bosco del Montello. Favero: "Valore aggiunto per tutti".

Fonda ferroviaria Montebelluna: lavori in corso per il recupero
Montebelluna, 08 Maggio 2020 ore 17:53

Al via il recupero della Fonda ferroviaria. I lavori in corso in questi giorni.

Linea ferroviaria “La Tradotta”

Sono iniziati in questi giorni i lavori per la sistemazione della Fonda, il tratto finale della linea ferroviaria “La Tradotta” dove è in corso la realizzazione della nuova pista ciclopedonale che collegherà Montebelluna a Nervesa della Battaglia lungo la ferrovia che univa Montebelluna con Susegana, nata per scopi militari durante la Grande Guerra e pesantemente coinvolta nei combattimenti tra l’Esercito Italiano e quello Austroungarico, avutisi durante la nota “Battaglia del Solstizio”. Un intervento reso possibile grazie alla complessa e lunga trattativa con RFI ed il Consorzio Bosco del Montello che riunisce i Comuni di Crocetta del Montello, Montebelluna, Volpago, Giavera e Nervesa e che ha portato da un lato l’acquisto da parte del Consorzio di una fascia dell’ampiezza di 6 metri e della lunghezza di 18.5 KM, destinata a far ripercorrere ai visitatori le ultima miglia delle tradotte che portavano i soldati sul fronte del Piave, e dall’altro lato alla concessione in comodato gratuito al Consorzio delle aree pertinenziali che restano di proprietà di RFI.

La storia dell’opera: un percorso tortuoso

L’acquisizione della fascia, oltre che funzionale alla realizzazione della pista ciclopedonale, aveva permesso di salvare ed utilizzare il finanziamento regionale di 700 mila euro ottenuto una decina di anni fa e a cui si aggiungono i 400mila euro rispettivamente finanziati dal Comune di Montebelluna per 100mila euro e 300mila euro dai tre Comuni di Volpago, Giavera del Montello e Nervesa della Battaglia a valere su un contributo del Consorzio BIM Piave di cui fanno parte. Rispetto alla realizzazione della pista ciclopedonale, rimaneva aperta una questione attinente il tratto terminale che dalla località di Bidasio a Nervesa della Battaglia giunge fino al Piave. RFI aveva già venduto il sedime originario alle società Grigolin e Nervesa Inerti per realizzare una strada di accesso alla cava medesima. RFI tuttavia aveva imposto una servitù di passaggio in tale contesto e per riuscire a far passare il collegamento ciclo pedonale le imprese si erano impegnate a realizzare affianco del sedime ferroviario originale una struttura in aggetto sopra ad un fosso come collegamento ciclopedonale. La soluzione, posta alla verifica dei fatti, si è rivelata non fungibile per il semplice fatto che, comunque, tale passerella sarebbe troppo a ridosso della strada che porta i camion carichi di ghiaia in una situazione tale da non poter essere garantite le condizioni di base per la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti.

“Considerato il fatto che proprio a Bidasio il Comune Nervesa aveva creato un collegamento ciclopedonale che porta verso il Piave si è trovato un accordo con le due ditte in base al quale il costo dei lavori da effettuarsi a Nervesa per un importo 90mila saranno invece effettuati a Montebelluna, per recuperare la tratta nella fonda e per questo va un sentito ringraziamento ai colleghi Sindaci del Montello che con grande spirito di squadra hanno deciso di spostare questi fondi per  il completamento dell’opera”, spiega il presidente, nonché Sindaco di Volpago, Paolo Guizzo.

I cavatori riconoscono in ogni caso al Consorzio il diritto di prelazione del tracciato originale della Fonda quando saranno completate le attività di coltivazione della cava. In ragione di questo accordo sono in corso in questo periodo i lavori originariamente non previsti che riguardano anche il recupero della Fonda ferroviaria a Montebelluna. Sono state sviluppate le analisi soprattutto sul cumulo che costituiva un abuso ambientale risalente a qualche decennio fa e, per fortuna, è emerso che non si tratta di materiale inquinato. Quindi la terra di recupero sarà utilizzata per consolidare le scarpate o sarà trasferita in terreni continui sempre in gestione del Consorzio (cave di recupero)

Favero: “Valore aggiunto per tutta la comunità montelliana”

Spiega il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero:

“Ringrazio i colleghi sindaci perché guardando alla linea ferrovia “La Tradotta” come un bene comune, hanno ritenuto di utilizzare gli importi liberatesi, dopo l’accordo raggiunto coi privati, per recuperare la Fonda a Montebelluna, pensando che completare l’operazione possa essere un valore aggiunto per tutta la Comunità montelliana. Un grazie poi particolare lo devo a Fabio Vettori non solo nella sua qualità di sindaco di Nervesa, ma anche di presidente ATS. Si dà infatti il caso che all’interno di quell’accumulo di terreno che spezza in due la Fonda, passi una conduttura idrica dell’ATS davvero importante, all’altezza, rispetto al piano di percorrenza, di circa 2 metri. E’ chiaro che tolto il terreno, tale conduttura avrebbe costituito da un lato un ostacolo alla fruibilità, dall’altro una ferita paesaggistica perché avrebbe compromesso la visuale della Fonda che è invece affascinante per la presenza di tre ponti storici in mattoni. Vettori ha ritenuto opportuno risolvere il problema e di questo l’amministrazione comunale di Montebelluna gli è grata”.

Aggiunge il presidente di ATS, Fabio Vettori:

“Con questa operazione, non solo si risolve il problema relativo alla interferenza della conduttura idrica con la pista ciclopedonale, ma si riducono le perdite localizzate lungo il vecchio percorso, migliorando di conseguenza l’apporto d’acqua nella parte a sud di Montebelluna”.

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