Cronaca
Guardia di finanza

Immigrati africani fatti entrare clandestinamente in Italia: nei guai tre "passeur" guineani

Si tratta di almeno 45 clandestini di origini subsahariane, arrivati da Malta e poi "smistati" tramite vari aeroporti tra cui quello di Treviso.

Cronaca Treviso, 15 Ottobre 2021 ore 08:46

La Guardia di Finanza di Treviso ha eseguito un provvedimento cautelare personale nei confronti di tre “passeur” guineani, responsabili di aver introdotto clandestinamente in Italia, con voli provenienti da Malta, numerosi immigrati africani.

Immigrati africani fatti entrare clandestinamente in Italia

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso, al termine di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, hanno eseguito un provvedimento cautelare personale, disposto dal G.I.P. presso il Tribunale di Treviso, nei confronti di tre persone di nazionalità guineana, domiciliate tra le province di Roma e Napoli ma che, in ragione delle loro attività illecite, erano solite soggiornare, anche per lunghi periodi, a Malta.

I tre stranieri, ritenuti responsabili del reato di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina, agendo come veri e propri “passeur”, hanno favorito, tra il 2019 e il 2021, l’ingresso irregolare nel territorio nazionale di almeno 45 clandestini di origini subsahariane, ricorrendo a voli di linea di diversi vettori aerei, operativi tra Malta e l’Italia (da qui il nome dell’operazione, “Malta’s passeur”).

L'indagine

Le investigazioni, condotte dai finanzieri del Gruppo di Treviso, hanno preso avvio nel dicembre 2019, quando, presso l’Aeroporto “Antonio Canova” di Treviso, furono fermati due clandestini africani, provenienti da Malta, che avevano entrambi lo stesso passaporto contraffatto, la cui identità apparteneva in realtà a una terza persona.

Grazie all’incrocio delle informazioni ottenute tramite le intercettazioni telefoniche, l’analisi delle liste passeggeri e delle prenotazioni di volo delle diverse compagnie aeree, la consultazione delle banche dati del Ministero dell’Interno e l’esame dei conti correnti bancari degli indagati, le Fiamme Gialle trevigiane hanno ricostruito il collaudato sistema illecito, ideato dai tre guineani per introdurre clandestinamente in Italia decine di immigrati africani, utilizzando sistematicamente Malta come scalo.

Gli stranieri irregolari provenienti dal continente africano, prima di essere definitivamente trasferiti in Italia, venivano infatti condotti nell’isola, dove potevano disporre di un alloggio temporaneo, fornito dagli stessi indagati.

Successivamente, sfruttando documenti di identità contraffatti o intestati ad altri soggetti compiacenti, i tre cittadini guineani facevano imbarcare gli immigrati a bordo di voli aerei, con destinazione gli aeroporti di Treviso, Roma Ciampino, Roma Fiumicino, Bari, Torino, Orio al Serio, Napoli, Perugia, oltre che a bordo di traghetti diretti a Catania. La tariffa fissata per ciascun ingresso irregolare variava tra i 450 e i 700 euro a clandestino.

Scattata la misura cautelare

Su richiesta della Procura di Treviso, alla luce della gravità del quadro indiziario, il G.I.P. ha disposto nei confronti dei tre “passeur” la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, prescrivendo loro di non allontanarsi dall’abitazione nella fascia oraria compresa tra le 21 e le 6.

Due dei tre indagati sono stati già rintracciati ad Acerra (NA), con la collaborazione dei finanzieri della Compagnia di Casalnuovo di Napoli; la perquisizione della loro abitazione, peraltro, ha permesso di sequestrare svariati documenti d’identità e passaporti, utilizzati per favorire l’ingresso in Italia dei clandestini.

L’operazione della Guardia di Finanza di Treviso rientra in un più ampio monitoraggio dei flussi delle persone in transito dal territorio provinciale, non solo a bordo di veicoli, ma anche, come in questo caso, attraverso il locale scalo aeroportuale, al fine di tracciare i flussi finanziari illeciti connessi al fenomeno dell’immigrazione clandestina e al trasporto illegale di stranieri nel territorio dello Stato.