La sentenza

Ingegnere licenziato all’aeroporto di Treviso: mille messaggi, inviti e abbracci non voluti alla dipendente

Il Tribunale conferma la giusta causa: decisivi il disagio della impiegata e l’asimmetria gerarchica

Ingegnere licenziato all’aeroporto di Treviso: mille messaggi, inviti e abbracci non voluti alla dipendente

Più di mille messaggi inviati in una sola notte, inviti fuori dall’orario di servizio, contatti fisici non richiesti e comunicazioni a sfondo sessuale. È il quadro ricostruito dal Tribunale di Treviso che ha confermato il licenziamento per giusta causa di un ingegnere con funzioni di responsabilità all’aeroporto Canova.

La decisione arriva dopo l’impugnazione presentata dal professionista contro il provvedimento adottato da Aertre spa, società controllata dal gruppo Save. Per il giudice del lavoro sono sufficienti il contenuto oggettivo delle condotte e il disagio della dipendente.

Ingegnere licenziato

Secondo quanto riporta il Corriere del Veneto, gli episodi si collocano tra l’ottobre 2023 e la primavera 2024 negli uffici dello scalo trevigiano. Il responsabile, incaricato anche di valutare le performance del personale, aveva tra i collaboratori una nuova impiegata con contratto a termine, proveniente da una mansione di livello inferiore e in attesa di un possibile rinnovo.

Il materiale raccolto dall’azienda e poi finito agli atti del procedimento è consistente. Tra gli episodi contestati spiccano più di mille messaggi inviati dall’ingegnere alla collega in una sola notte, tra il 5 e il 6 marzo 2024.

Secondo la ricostruzione, gli approcci sarebbero iniziati già nell’ottobre precedente, poco dopo l’arrivo della dipendente in ufficio: richieste di appuntamenti fuori dall’orario di lavoro, abbracci indesiderati, inviti a indossare minigonne e messaggi via via sempre più espliciti a sfondo sessuale.

Ad aggravare la posizione dell’ingegnere anche l’asimmetria gerarchica: in qualità di responsabile, era incaricato di valutare le prestazioni professionali della dipendente, assunta con contratto a termine e in attesa di un possibile rinnovo.

La segnalazione alle risorse umane

Il 2 aprile 2024 la dipendente ha presentato una segnalazione formale al direttore delle risorse umane, assistita dalla consigliera di fiducia prevista dal codice di condotta aziendale per i casi di molestie e mobbing.

Nel documento è stata ricostruita l’intera vicenda. A seguito dell’istruttoria interna, l’azienda ha notificato una contestazione disciplinare di 16 pagine e successivamente il licenziamento per giusta causa.

La decisione del Tribunale

Nei giorni scorsi il Tribunale di Treviso ha respinto il ricorso del professionista, ritenendo legittimo il licenziamento.

Nella motivazione il giudice ha chiarito che la tutela contro le discriminazioni sessuali si fonda sul contenuto oggettivo della condotta e sulla percezione soggettiva della persona offesa, mentre non è necessario dimostrare l’intenzione dell’autore di arrecare molestia.

Il magistrato ha inoltre precisato che la legittimità del licenziamento per molestie sessuali presuppone l’accertamento di comportamenti indesiderati di natura sessuale nei confronti della collega, idonei a ledere in modo oggettivo la dignità della destinataria.

Secondo il Tribunale non è richiesto neppure che la persona coinvolta abbia temuto il rischio di successive aggressioni fisiche.