Il caso

Mareno di Piave, compra kit filtraggio dell’acqua ma i valori non sono a norma

Consumatori 24: "Se il kit non è in regola, il finanziamento si annulla". La diffida alla Società venditrice di San Donà di Piave, resasi irreperibile.

Mareno di Piave, compra kit filtraggio dell’acqua ma i valori non sono a norma
Conegliano e Valdobbiadene, 01 Settembre 2020 ore 16:23

Numerose sono le segnalazioni pervenute all’Associazione Consumatori 24 sia sulle tecniche di vendita dei suddetti beni, sia sull’effettivo funzionamento di questi ultimi.

Una modalità di vendita molto diffusa

Le vendite porta a porta sono divenute ormai una tecnica molto comune per diverse aziende nei vari settori. Tra esse emergono anche numerose società che, tramite questo metodo, vendono sistemi di depurazione dell’acqua, solitamente molto costosi, da installare nelle proprie case. Il fine di questi beni è ovviamente quello purificare le acque erogate dai nostri lavelli, sebbene comunque, come si sa, l’acqua in quanto bene primario dovrebbe esserci fornita già depurata e potabile in tutto il territorio nazionale, come da d.lgs. 31/2001. Pertanto, in funzione di ciò, più corretto sarebbe parlare di impianti di filtraggio più che di depurazione. Numerose sono le segnalazioni pervenute all’Associazione Consumatori 24 sia sulle tecniche di vendita dei suddetti beni, facendo leva sulle ripercussioni sulla salute che potrebbe avere l’assunzione di acqua non purificata, sia sull’effettivo funzionamento di questi ultimi.

Il caso di un residente di Mareno di Piave

E’ di questi giorni la notizia in merito al caso del signor Z.M., residente a Mareno di Piave (TV), il quale ha sottoscritto un contratto con una Società di San Donà di Piave (VE) per l’acquisto di un kit di filtraggio, finanziato però da Compass Spa come depuratore, per un valore di quasi 4 mila euro complessivi. Il malcapitato però, a seguito dell’installazione del prodotto, aveva iniziato a percepire un gusto anomalo nell’acqua erogata dal proprio lavello sul quale era stato installato l’impianto acquistato, e ha deciso così di prelevare un campione della stessa e di farla analizzare in un laboratorio. Dall’analisi fatta sul campione osmotizzato è così emerso che i valori relativi all’acqua erogata nell’abitazione del Sig. Z.M. non sono conformi, in particolar modo sia il ph, sia il valore relativo alla durezza totale risultano essere più bassi rispetto ai limiti imposti dal decreto legislativo di cui sopra. Viene da sé che il prodotto acquistato dal Sig. Z.M. non ottempera al suo fine ultimo, quello di garantire l’erogazione di acqua purificata, a norma di legge, in modo che non costituisca un pericolo per la salute dell’individuo che la assume.

L’intervento dell’Associazione Consumatori 24

L’Associazione Consumatori 24 si è dunque tempestivamente attivata e ha diffidato la Società venditrice a fornire un prodotto funzionante, con esami di laboratorio annessi, che certifichino la qualità del servizio offerto, tuttavia l’azienda in questione si è resa di fatto irreperibile. Consumatori 24 sta predisponendo, attraverso il proprio ufficio legale, un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario al fine di risolvere il contratto di finanziamento con la società Compass Banca Spa. Questo tipo di finanziamento, infatti, è detto ‘finalizzato’, utile all’acquisto di un determinato bene adeguatamente menzionato nel documento di sottoscrizione, e pertanto strettamente collegato all’adempimento del contratto principale. Nel caso di specie, a causa dell’inadempimento della Società venditrice di fornire un prodotto valido e funzionante, è di conseguenza annullabile il finanziamento stesso. I responsabili dell’Associazione Consumatori 24 esortano:

“Fate attenzione e valutate accuratamente l’acquisto di sistemi di filtraggio costosi e non certificati. Qualora vi trovaste in una situazione simile a quella del Sig. Z.M. potete contattare i nostri uffici e vi forniremo una competente valutazione del caso”

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