Cronaca
Il pugile è guarito

Maurizio Stecca manda Ko il Covid e attacca i No vax: "In ospedale tolgono il posto a chi ne ha bisogno"

L'ha definita, senza ombra di dubbio, la sua battaglia più dura di sempre. Nonostante le due dosi di vaccino è finito in terapia intensiva. A pesare nella sua situazione è stata una malattia del sangue...

Maurizio Stecca manda Ko il Covid e attacca i No vax: "In ospedale tolgono il posto a chi ne ha bisogno"
Cronaca Treviso, 27 Dicembre 2021 ore 12:02

L'ex pugile olimpico è guarito. Ha annunciato lui stesso la bella notizia sui social e ora spera di poter tornare a casa. Ma non solo per un suo desiderio. Anche per liberare il letto per chi è più grave... Il campione non si è risparmiato anche un affondo ai No vax.

Maurizio Stecca manda Ko il Covid e attacca i No vax

Un Natale indimenticabile per Maurizio Stecca, il pugile 58enne finito in ospedale, in terapia intensiva, per il Covid. Il campione olimpico a Los Angeles '84, ha infatti mandato a tappeto il Covid, dopo 14 giorni di battaglia, e ha voluto condividere lui stesso la notizia sul suo profilo Facebook. Si è scattato un selfie con il pollice all'insù, spiegando che finalmente il peggio è passato. Ora inizia un percorso per recuperare la respirazione, ma è fuori pericolo e ha ripreso a mangiare.

Al momento non è ancora nota la data in cui tornerà a casa ma il pugile ha fatto capire di voler liberare il letto per chi è più grave.

"Non ho fretta - ha spiegato - Ma vorrei liberare il posto per chi ne ha più bisogno".

E proprio a questo proposito, il campione ha voluto fare un affondo nei confronti di chi si oppone al vaccino.

"E' stata un'esperienza orribile - ha continuato - La peggiore della mia vita. Mi hanno intubato - ha raccontato al Corriere - Sono stato addormentato per quattro giorni. Chi non lo prova non può capire. La gente deve capire che nonostante la vita sia fatta di scelte personali, non si può mettere a rischio gli altri. Ad assistermi c'erano otto infermieri. I quattro No vax in camera con me stavano occupando il posto di qualcuno che aveva davvero bisogno. Le nostre scelte contano".

Il pugile ha contratto il Covid ma era sotto osservazione per una malattia del sangue. Nonostante le due dosi di vaccino, purtroppo, le sue condizioni di salute si sono aggravate rapidamente. Una volta tornato a casa, ha intenzione di portare la sua testimonianza nelle scuole, a bordo ring.

"E' inutile farci la guerra - ha concluso - Dobbiamo unirci per dare una mano agli ospedali".

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