Tribunale di Treviso

Moglie malata “costretta” a rapporti sessuali: l’anziano marito finisce a processo

La donna, ricoverata in una casa di cura per una grave forma di decadimento cognitivo, non avrebbe potuto prestare il suo consenso.

Moglie malata “costretta” a rapporti sessuali: l’anziano marito finisce a processo
Treviso, 28 Luglio 2020 ore 10:30

Presunti abusi sessuali nei confronti della moglie in condizione di inferiorità psicofisica: una storia triste con protagonisti due anziani coniugi trevigiani.

Un confine labile

Una (triste) vicenda che interroga sul labile confine tra amore e abuso sessuale. E’ quella che arriva dal Tribunale di Treviso, con protagonista una coppia di anziani trevigiani: lui ultra 70enne, che ora dovrà rispondere del reato di induzione a compiere atti sessuali nei confronti di persona in inferiorità psicofisica, lei – sua moglie a tutti gli effetti – ricoverata in una casa di cura in quanto affetta da una forma di grave demenza. Tale, qui il nodo della questione, da non consentirle di prestare il proprio consenso ad eventuali rapporti di natura sessuale, proprio per l’attuale incapacità di capire cosa succeda intorno a lei.

La denuncia

Eppure, secondo le indagini effettuate dopo la denuncia presentata dall’amministratore di sostegno dell’anziana, nominato proprio per tutelarla, quei rapporti presumibilmente forzati sarebbero appunto stati tutt’altro che eventuali. Consumati, stando alle testimonianze rese dal personale della casa di riposo, in più occasioni e con modalità alla lunga ritenute intollerabili dagli stessi operatori. Di qui l’intervento della direzione e la successiva denuncia dell’amministratore di sostengo.

L’imputazione coatta: andrà a processo

Eppure, nonostante i particolari emersi su presunti rapporti orali, palpeggiamenti nelle parti intime e altro ancora, la Procura aveva chiesto l’archiviazione per l’anziano, derubricando il caso  alla voce “consuetudini di coppia”. E’ stato il Gip invece a decidere diversamente, disponendo l’imputazione coatta dell’uomo. Che pare non si fosse fatto una ragione della improvvisa lontananza della consorte, andando a trovarla quotidianamente nella struttura in cui era stata ricoverata per un grave decadimento cognitivo. Un affetto che sembra però sia spesso sconfinato in altro, un qualcosa di cui ora l’anziano pensionato dovrà rispondere a processo.

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