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Cordoglio

Morto padre Lino Zamperoni, settima vittima Covid al Pime in pochi giorni: era nato ad Asolo

Terribile sequenza di decessi nella comunità del lecchese. Il religioso era nato ad Asolo nel 1929 e aveva frequentato il Collegio diocesano di Treviso.

Morto padre Lino Zamperoni, settima vittima Covid al Pime in pochi giorni: era nato ad Asolo
Cronaca Castelfranco, 18 Gennaio 2021 ore 20:00

Nel  pomeriggio di ieri, domenica  17 gennaio 2021, nella casa del Pime di Rancio di Lecco, è morto  padre Lino Zamperoni, origini trevigiane. Aveva 91 anni. Soffriva da tempo per motivi legati alla senilità; il decesso è avvenuto anche per complicazioni legate al Covid-19. E’ la settima vittima del virus nella comunità di religiosi nel giro di pochi di giorni.

E’ morto padre Lino Zamperoni, originario di Asolo

Da Prima Lecco

Lacerante il dolore per la perdita, da inizio gennaio, sempre  dopo il contagio da Coronavirus, di altri sei confratelli. La prima vittima è stata   padre Alfredo Di Landa, 93 anni, morto il 2 gennaio all’ospedale Manzoni di Lecco dove era stato ricoverato dopo essere stato trovato privo di sensi nella sede del Pime.    E ancora, da inizio anno sono scomparsi padre Bruno Mascarin, 91 anni, padre Mario Meda, 93 anni, padre Severino Crimella, 90 anni, padre Sandro Schiattarella, 95 anni, e lo scorso 14 gennaio padre Innocente Bentoglio, 97 anni.

La vita di padre Zamperoni

Padre Lino nasce ad Asolo (provincia e diocesi di Treviso), il 26 febbraio 1929. I suoi genitori sono Roberto e Ersilia Rossi. Per 4 anni frequenta il Collegio diocesano di Treviso, insieme ai seminaristi della diocesi; si trasferisce poi a Torino dove inizia l’attività di sarto e nel 1952, entra nell’Istituto a Busto Arsizio come aspirante fratello. Emette il Giuramento il 9 agosto 1958 e parte per il Brasile.

Lavora a Brangança Paulista e a Assis fino al 1969 dopodiché si trasferisce a Manaus, aiutando mons. Cerqua nella amministrazione della diocesi. Nominato responsabile dei missionari laici in Brasile, partecipa con questo ruolo alla preparazione del Capitolo di Aggiornamento del 1971. Fu in seguito Direttore del Collegio di Assis, fino alla chiusura delle sue attività. Sentendosi chiamato al presbiterato, chiede ed ottiene la dispensa dal Giuramento e viene accolto nella diocesi Apucarana (Paranà) dove il vescovo Mons. Romeu Alberti, lo ordina diacono il 14 aprile 1973 e poi presbitero il 4 agosto 1974, nominandolo Segretario e in seguito parroco delle parrocchie di Flórida, Lobato, Ângulo, Romeopolis e Aricanduva. Nel marzo 1977 è nominato ad interim Vice-Direttore della Facoltà di Filosofia, Scienze e Lettere di Arapongas.

Alla fine del 1979 la Direzione Generale, dietro presentazione della Direzione regionale del Brasile Sud, stipula prima una convenzione con la diocesi di Apucarana per la ri-associazione temporanea di p. Lino all’Istituto e successivamente, nel luglio 1984, accoglie la Promessa Definitiva di appartenenza, con cui è riammesso pienamente nell’Istituto come suo membro. Come missionario del PIME, continua il suo servizio in varie zone del Brasile Sud (Bela Vista, Campo Mourão, Porto Murtinho, Porecatu), viene nominato economo regionale, diventa responsabile della formazione dei missionari laici a Sao Paolo. In data 13 febbraio 2001 è nominato primo rettore ed economo della Casa Rahina dos Apóstolos ad Ibiporã. A gennaio 2005, è nominato parroco della parrocchia S. Antonio, a Jardim (Mato Grosso del Sud), e poco dopo Vicario Generale della stessa diocesi. Ritiratosi per motivi di salute, dal febbraio 2013 accetta di ritirarsi a Rancio.

Il legame con il Pime

“Perché rientrare nel PIME?” – scriveva p. Lino nel 1984, dopo 10 vissuti come sacerdote diocesano – “perché sono nato nel PIME e sono vissuto sempre nel PIME. Sono fatto di PIME. L’esperienza come sacerdote diocesano mi ha messo in contatto con un mondo che spiritualmente non sento mio. Ho lavorato con impegno nelle diverse responsabilità affidatemi, ma il mio cuore rimaneva in sintonia con l’Istituto da cui mai mi sono sentito slegato. Ne parlai con il vescovo, che forse aveva avuto sentore di cosa succedeva in me e che fece qualche resistenza, ma alla fine piuttosto che vedermi afflitto mi permetteva di tornare a casa, nel PIME.”