Castelminio di Resana

Nonno Cesare compie 100 anni, una vita piena tra l’amore per la “sua terra”, la guerra, 5 figli e 22 nipoti

Dopo la liberazione, nel ’46, tornò in Italia ma, prima di rientrare a casa, fece tappa a Padova per andare a ringraziare di persona l’allora Padre Leopoldo perché le parole che gli aveva detto prima di partire, durante la confessione, lo avevano protetto.

Nonno Cesare compie 100 anni, una vita piena tra l’amore per la “sua terra”, la guerra, 5 figli e 22 nipoti
Treviso, 18 Luglio 2020 ore 09:19

Un importante traguardo per Cesare.

Grinta da vendere

Arzillo e instancabile, nonno Cesare domani, domenica 19 luglio 2020 compirà 100 anni. In lui è rimasta immutata la passione per la sua terra che continua a falciare con la vecchia “falsa” così la chiama lui. Un importante traguardo di un secolo di vita quello di Cesare che è ancora “in gamba” e vive con la moglie Giulia, di 94 anni, a Castelminio di Resana. Si sono sposati esattamente 70 anni fa, il 30 novembre del 1949. “Ho combattuto la seconda Guerra mondiale e sono stato prigioniero nel campo di concentramento di Algeri” racconta ancora oggi ai suoi 22 tra nipoti e pronipoti.

I ricordi della guerra sono ancora vivi nella sua mente

Storie di guerra che ora si leggono nei libri ma che nonno Cesare ha vissuto e che ha ancora ben vive nella sua memoria; storie di vita vera, quasi irreali Per non morire di fame si mangiava anche erba, corteccia degli alberi e topi” scrive una nipote nella sua tesina d’esame di terza media dopo aver sentito i racconti del nonno. Un altro ricordo indelebile di nonno Cesare, tanto da raccontarlo spesso a chi va a trovarlo, è quello di quando, durante la prigionia in Algeria, una guardia lo costrinse a stare al sole con due pesanti pietre in mano e se le avesse fatte cadere la guardia l’avrebbe fucilato. E, nonno Cesare non fece cadere le pietre.

La devozione per San Leopoldo

Dopo la liberazione, nel ’46, tornò in Italia ma, prima di rientrare a casa, fece tappa a Padova per andare a ringraziare di persona l’allora Padre Leopoldo perché le parole, dell’oggi Santo, che gli aveva detto prima di partire, durante la confessione, lo avevano protetto: “Vai tranquillo segui quanto ti ho detto e porterai a casa la pelle. Ancora oggi nonno Cesare è molto devoto a San Leopoldo; lui e tutti i suoi familiari.

Una grande festa in sicurezza

Domenica 19 luglio 2020 ci sarà una festa nell’ ampio giardino dove abitano nonno Cesare e nonna Giulia e sarà presente anche il sindaco del paese. La festa è organizzata dai suoi nipoti e pronipoti che per l’occasione hanno scritto, per invitarlo alla festa di compleanno, anche al presidente Luca Zaia. Purtroppo il presidente non ci sarà ma nei giorni scorsi ha inviato una bellissima lettera di auguri che leggeranno domenica a voce alta, come piace a nonno Cesare. Naturalmente i nipoti fanno sapere che verranno rispettate tutte le norme di distanziamento sociale e chi si avvicinerà al nonno dovrà avere la mascherina. A tal proposito i nipoti fanno sapere:

“Gli anziani sono le persone più fragili in questo periodo e anche il nonno, pur essendo in ottima salute, deve essere tutelato perché vogliamo che stia con noi ancora per tanto tempo. Ha ancora tante cose da raccontarci… Non vogliamo però togliergli la gioia di festeggiare un momento così importante. Anche perché non è escluso che voglia sfidare qualcuno a ‘falsar a spagna come che se fasea ai bei tempi’”.

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